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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2620/2022 del 24/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen., proposto dal detenuto contro la sentenza del 23/10/2018 della Corte di Cassazione. Le doglianze riguardavano principalmente l'ordine di esecuzione e il cumulo delle pene e sono stati segnalati presunti errori nella sentenza impugnata.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per tardività, in quanto è ampiamente decorso il termine di impugnazione di sei mesi previsto dall'art. 625-bis cod. proc. pen. Inoltre è rilevata un'ulteriore causa di inammissibilità: il ricorso era sottoscritto personalmente dalla parte, in violazione dell'art. 613 cod. proc. pen. Il tribunale ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 500 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    termine di impugnazione di sei mesi dal deposito della sentenza

    La Corte ha ritenuto che il termine di sei mesi per proporre il ricorso straordinario sia perentorio; il decorso del termine determina l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 613 cod. proc. pen.

    La norma impone requisiti formali alla sottoscrizione degli atti: la Corte ha rilevato che la sottoscrizione personale del ricorso da parte del detenuto (senza rispettare le forme richieste) integra motivo di inammissibilità.

Massime di principio

  • Il termine di sei mesi previsto dall'art. 625-bis per il ricorso straordinario è rigorosamente perentorio: la proposizione oltre il termine comporta inammissibilità.
  • Gli atti di impugnazione devono rispettare le forme e le regole di sottoscrizione previste dal codice; la firma personale del detenuto può essere irregolare se la norma richiede diversa modalità o assistenza, con conseguente inammissibilità.
  • Prima di proporre un ricorso straordinario è essenziale verificare la decorrenza dei termini dalla data di deposito della sentenza impugnata e curare la forma dell'atto (eventuale assistenza o procura a difensore).
  • In ipotesi analoghe, se il termine è scaduto o l'atto è formalmente viziato è probabile che il ricorso venga respinto e il ricorrente condannato a spese e sanzioni pecuniarie.

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