Cassazione Penale, Sentenza n. 42211/2022 del 08/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno denunciato vizio di omessa/insufficiente motivazione con riguardo alla confisca dell'immobile: la Corte d'appello, pur rilevando la necessità dell'accertamento della responsabilità ai sensi dell'art. 578-bis c.p.p., si è limitata a richiamare la motivazione del giudice di primo grado senza affrontare specificamente le deduzioni difensive. In particolare la difesa aveva osservato che l'operazione fosse una compravendita comprovata da un preliminare del 2008 e aveva prodotto elementi (tra cui l'apertura di credito presso Unicredit nel 2009 con tassi elevati) che, secondo i ricorrenti, dimostravano che i versamenti erano finalizzati all'acquisto e non a un prestito a fondo perduto; la Corte non ha dato risposta a queste argomentazioni né ha chiarito aspetti relativi alla cosiddetta "operazione Gieffe" e alla fase conflittuale richiamata nella motivazione.
La decisione
La Corte di legittimità ha accolto il ricorso limitatamente alla questione della confisca: ha annullato la parte della sentenza di appello relativa alla confisca dell'immobile e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Torino per nuovo esame. Sono state confermate le altre statuizioni (in particolare la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione). Il Procuratore generale aveva chiesto l'annullamento con rinvio limitatamente alla confisca.
Norme richiamate
art. 578-bis c.p.p.
La norma implica la necessità di un previo e specifico accertamento della responsabilità quando, nonostante l'estinzione del reato, si ordina la confisca: la motivazione deve esplicitare il nesso tra reato e bene e valutare le deduzioni difensive; un richiamo per relationem alla motivazione di primo grado è insufficiente se non chiarisce le ragioni della conferma della confisca
Massime di principio
- Quando il reato è estinto (es. per prescrizione) ma viene comunque disposta la confisca, il giudice deve svolgere un accertamento motivato e specifico della responsabilità e del nesso tra bene e reato ai sensi dell'art. 578-bis c.p.p.; la mera declaratoria di estinzione non esclude l'onere motivazionale
- Il rinvio 'per relationem' alla motivazione del giudice di primo grado non soddisfa l'obbligo motivazionale della Corte d'appello: il giudice d'appello deve esporre un unico e completo apparato logico-argomentativo che risponda alle censure specifiche della difesa
- Il giudice deve prendere posizione su argomentazioni e prove rilevanti prodotte dalla difesa (es. contratti preliminari, aperture di credito, condizioni economiche) quando tali elementi incidono sulla qualificazione giuridica dell'operazione (vendita vs prestito) e sul diritto alla confisca
- Se la motivazione rispetto alla confisca risulta lacunosa o equivoca, la Corte di legittimità è tenuta ad annullare limitatamente a quella misura e a rinviare per un nuovo esame, preferibilmente ad altra sezione per garantire imparzialità e completezza dell'accertamento
- In situazioni complesse di operazioni societarie e finanziamenti a favore di società in crisi, il giudice deve spiegare chiaramente perché ritiene che un trasferimento patrimoniale abbia leso la par condicio creditorum e favorito determinati soggetti, con riferimento puntuale alle prove
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