Sentenza del 18/03/2015 n. 5348 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha rilevato d'ufficio la carenza di interesse dell'Agenzia delle Entrate a proporre ricorso contro la sentenza impugnata e ha dichiarato il ricorso inammissibile. Non è stata disposta alcuna condanna alle spese.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato per cassazione la sentenza della CTR della Liguria n. 73/08/2008, relativa all'appello proposto dal contribuente contro l'accertamento fiscale per l'anno 2003. L'accertamento contestava un reddito d'impresa non dichiarato di 3.407 euro, derivante dall'esercizio dell'attività di falegname in locali di proprietà del contribuente, attrezzati allo scopo e senza il rispetto degli obblighi fiscali. Tuttavia, la sentenza impugnata aveva respinto esclusivamente l'appello di G.B., che risultava soccombente; l'Agenzia delle Entrate non era invece parte soccombente in quella specifica decisione e non aveva quindi interesse a impugnarla.
Massime di principio
- È inammissibile il ricorso proposto da una parte che non risulta soccombente nella specifica sentenza impugnata, poiché manca l'interesse concreto all'impugnazione.
- L'interesse a ricorrere deve essere verificato con riferimento alla decisione effettivamente impugnata e alla posizione processuale delle parti in quella decisione, non sulla base dell'intero procedimento o di sentenze collegate.
- La Corte di cassazione può rilevare d'ufficio la carenza di interesse all'impugnazione e dichiarare il ricorso inammissibile anche senza esaminare i motivi di merito.
- Quando esistono più sentenze emesse nello stesso contenzioso, ciascuna deve essere impugnata autonomamente dalla parte che risulta soccombente in quella specifica pronuncia.
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