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Sentenza

Sentenza n. 8264/2026 - Roma, Sezione 5T

per l'annullamento del silenzio rigetto formatosi in data 13 agosto 2020, su ricorso gerarchico del 6.4.2020 ai sensi degli artt. 16/5 D.Lgs 42/2004 e DPR 24 novembre 1971 n. 1199, e quindi per l'annullamento - del Decreto Direttoriale n. rep. 401 in data 11.3.2020, con il quale la Direzione Generale ABAP del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali ed il Turismo, in seguito a diniego di Attestato di Libera circolazione, notificava alla proprietà la dichiarazione di interesse particolarmente importante ex art. 10 comma 3 lett. a) D.Lgs 42/2004 del dipinto di Giorgio Morandi (1890-1964) Paesaggio, 1938; - nonché di ogni atto presupposto, ivi inclusa la Circolare 3/2020 della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio che, contra legem e comunque in carenza di potere introduceva un regime transitorio, in deroga, sul riparto di competenza tra organi centrali e periferici del Ministero, afferenti i procedimenti ex artt. 13 e 14 D.Lgs. 42/2004.

Giustizia amministrativa202007135

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: silenzio-rigetto sul ricorso gerarchico e decreto direttoriale recante dichiarazione di interesse particolarmente importante di un dipinto di Giorgio Morandi, conseguenti al diniego dell'attestato di libera circolazione

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il silenzio-rigetto formatosi il 13 agosto 2020 sul ricorso gerarchico proposto il 6 aprile 2020 ai sensi degli artt. 16, comma 5, del d.lgs. 42/2004 e del d.P.R. 1199/1971, nonché il decreto direttoriale n. 401 dell'11 marzo 2020, con cui, a seguito del diniego dell'attestato di libera circolazione, era stata dichiarata la particolare importanza culturale del dipinto di Giorgio Morandi "Paesaggio, 1938" ai sensi dell'art. 10, comma 3, lett. a), del d.lgs. 42/2004. Sono stati inoltre contestati gli atti presupposti, inclusa la circolare n. 3/2020, ritenuta illegittima perché avrebbe introdotto, in carenza di potere e contra legem, un regime transitorio derogatorio del riparto di competenze tra organi centrali e periferici del Ministero nei procedimenti previsti dagli artt. 13 e 14 del d.lgs. 42/2004. Nelle more, il ricorrente ha chiesto la rimessione della causa al TAR Lombardia, in ragione della connessione con il separato ricorso relativo al diniego dell'attestato di libera circolazione, già rimesso a quel giudice e tempestivamente riassunto.

La decisione

Il TAR Lazio ha dichiarato la propria incompetenza territoriale in favore del TAR Lombardia, senza esaminare nel merito i vizi dedotti contro il decreto di dichiarazione di interesse culturale, il silenzio-rigetto o la circolare ministeriale. La decisione si fonda sulla stretta connessione tra gli atti impugnati nel presente giudizio e il diniego dell'attestato di libera circolazione, già rimesso al TAR Lombardia. Il diniego costituiva il presupposto della dichiarazione di interesse culturale e conteneva anche la comunicazione di avvio del procedimento di vincolo; i due procedimenti presentavano sovrapposizione di segmenti istruttori e di parte della motivazione, con criticità comuni. Per esigenze di concentrazione e coerenza della tutela, il Collegio ha ritenuto di non discostarsi dalla precedente decisione con cui il medesimo TAR Lazio aveva declinato la competenza sul provvedimento presupposto. La causa può essere riassunta davanti al TAR Lombardia ai sensi dell'art. 15, comma 4, c.p.a. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 15, comma 4, c.p.a.

    La declinatoria di incompetenza territoriale consente la riassunzione della causa davanti al tribunale amministrativo indicato come competente.

  • art. 16, comma 5, d.lgs. 42/2004

    Richiamato quale fondamento del ricorso gerarchico relativo agli atti di tutela del bene culturale.

  • art. 10, comma 3, lett. a), d.lgs. 42/2004

    Richiamato quale base normativa della dichiarazione di interesse particolarmente importante del dipinto.

  • art. 14, comma 1, d.lgs. 42/2004

    Richiamato con riguardo alla comunicazione di avvio del procedimento di dichiarazione dell'interesse culturale.

  • art. 68, comma 6, d.lgs. 42/2004

    Richiamato quale base normativa del diniego dell'attestato di libera circolazione e della contestuale comunicazione di avvio del procedimento di vincolo.

  • d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199

    Richiamato quale disciplina del ricorso gerarchico proposto contro gli atti amministrativi.

Massime di principio

  • Quando un giudizio impugnatorio riguarda un provvedimento strettamente connesso e conseguente a un altro provvedimento già rimesso a un diverso TAR, la connessione tra i procedimenti può giustificare la declinatoria della competenza territoriale del giudice adito in favore del TAR investito della controversia sul provvedimento presupposto.
  • La stretta connessione rileva in particolare quando i provvedimenti condividono segmenti istruttori e parti dell'apparato motivazionale e il provvedimento impugnato costituisce conseguenza diretta del provvedimento presupposto.
  • In caso di declinatoria della competenza territoriale, la causa può essere riassunta davanti al TAR indicato come competente nei termini e secondo le modalità previste dall'art. 15, comma 4, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieVincolo culturaleCircolazione e prelazione dei beni culturaliCompetenza
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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