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Ordinanza

Ordinanza n. 1382/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202602180

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza semplificata del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, Sezione II, n. 322/2026, impugnata unitamente alla domanda di sospensione della sua efficacia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune appellato)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società appellante ha chiesto la sospensione cautelare dell’efficacia della sentenza del TAR Campania che aveva deciso la controversia relativa all’utilizzo di uno spiazzo. Dalle fotografie in atti risultava che l’area, non verde ma arida, sterrata e semi-asfaltata, era occupata in tutto o quasi da automezzi commerciali e vetture private, con destinazione di fatto a parcheggio. L’appellante ha sostenuto l’impossibilità di far attecchire le piante, ha prospettato una disparità di trattamento rispetto ad altre situazioni asseritamente tollerate dal Comune e ha dedotto che l’utilizzo dell’area per la sosta dei veicoli aziendali fosse funzionale all’efficienza del servizio idrico. Ha inoltre rappresentato che tale utilizzo sarebbe occasionale.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell’art. 98 c.p.a. Ritenuto insussistente il fumus boni iuris, il Collegio ha rilevato che la documentazione fotografica dimostrava la destinazione di fatto dello spiazzo a parcheggio e che le spiegazioni dell’appellante sull’impossibilità di piantumazione erano scarsamente verosimili e comunque non giustificavano tale destinazione. È stata ritenuta palesemente infondata anche la censura di disparità di trattamento. È stato escluso altresì il periculum in mora, poiché la stessa appellante aveva qualificato come occasionale l’utilizzo dell’area per i veicoli aziendali. In ogni caso, l’efficienza del servizio non può essere fatta dipendere dall’uso di un’area in difformità dalla sua destinazione: grava sulla società l’obbligo di reperire un’area coerentemente destinata alla sosta dei veicoli, nonché la responsabilità per eventuali ricadute sull’utenza derivanti dall’intempestività degli interventi. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico dell’appellante e liquidate in € 1.500,00, oltre spese generali e accessori, in favore del Comune; sono state compensate nei confronti del Ministero della Cultura, della Soprintendenza e della Fondazione.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La sospensione cautelare della sentenza appellata richiede la sussistenza dei presupposti cautelari, verificati dal giudice nella fase di appello.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la sospensione della sentenza impugnata deve essere negata quando, anche a un sommario esame, le censure non risultino assistite da fumus boni iuris e non emerga un pericolo concreto e attuale di danno grave e irreparabile.
  • La documentazione fotografica può assumere rilievo decisivo nella valutazione cautelare della destinazione di fatto di un’area, soprattutto quando dimostri un utilizzo stabile o prevalente incompatibile con la destinazione dell’area stessa.
  • La deduzione dell’utilizzo occasionale dell’area oggetto di contestazione esclude, di regola, la configurabilità di un periculum in mora idoneo a giustificare la sospensione cautelare.
  • L’esigenza di garantire l’efficienza di un servizio pubblico non legittima l’utilizzo di un’area in difformità dalla sua destinazione: l’operatore responsabile deve reperire spazi coerentemente destinati all’attività e risponde delle eventuali conseguenze negative sull’utenza derivanti dall’inadeguatezza organizzativa.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareTariffe e rapporti con gli utenti
RamiProcesso amministrativoServizi pubblici
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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