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Sentenza

Sentenza n. 424/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento prot. n. 12211 del Comune di Gallipoli datato 3.3.2020, con il quale è stata rigettata la domanda finalizzata al rilascio di un Permesso di Costruire per il mantenimento annuale della struttura balneare denominata “Holiday Beach”; - nonché di ogni altro atto allo stesso preordinato, connesso e/o consequenziale e, in particolare, del preavviso di diniego.

Giustizia amministrativa202000844

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del permesso di costruire per il mantenimento annuale di una struttura balneare e relativo preavviso di diniego

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il diniego comunale del permesso di costruire richiesto per il mantenimento annuale di uno stabilimento balneare situato su area demaniale. Ha contestato, tra l'altro, l'irrilevanza della mancata indicazione del servizio da svolgere nel periodo invernale, l'erroneità della motivazione relativa all'assenza di parcheggi, la contraddittorietà del provvedimento quanto alla qualificazione dell'intervento come struttura già assentita o come nuova struttura, l'erroneo richiamo alla sentenza del TAR n. 1251/2017, la novità della domanda corredata da documentazione tecnica, l'omessa attivazione dei procedimenti previsti per il rilascio del permesso di costruire e dell'autorizzazione paesaggistica semplificata, l'insufficienza dell'istruttoria sul vincolo degli usi civici e l'inapplicabilità immediata delle norme del Piano Regionale delle Coste alle concessioni preesistenti. Ha inoltre dedotto che il manufatto, composto da chiosco-bar, servizi igienici e direzione/primo soccorso, sarebbe compatibile con le norme tecniche del Piano e che la normativa regionale riconoscerebbe il diritto al mantenimento annuale delle opere assentite. Il Comune ha resistito sostenendo che la domanda riguardava le medesime opere già valutate negativamente sotto il profilo paesaggistico e che il progetto era incompatibile con il Piano Regionale delle Coste e con le esigenze di tutela dell'area costiera.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha rilevato che la precedente sentenza n. 1251/2017 aveva confermato il diniego dell'autorizzazione paesaggistica al mantenimento annuale, ritenendo legittima la motivazione fondata sul rischio che la permanenza invernale delle strutture costituisse un ingombro stabile e una trasformazione del territorio, pregiudizievole per il litorale sabbioso, le dune e le pinete. La sentenza non è stata sostanzialmente riformata in appello: il Consiglio di Stato, con sentenza n. 2058/2022, ha annullato senza rinvio la decisione solo per sopravvenuta carenza di interesse al gravame, conseguente alla presentazione della nuova istanza. Tale nuova istanza, tuttavia, riguardava le medesime opere già ritenute non assentibili e non imponeva la riattivazione del procedimento paesaggistico. Le opere ulteriormente realizzate non incidevano sulle valutazioni di tutela paesaggistica e, comunque, non potevano essere assimilate alle opere preesistenti autorizzate soltanto stagionalmente. In assenza dell'autorizzazione paesaggistica, il diniego del permesso di costruire per il mantenimento annuale è stato ritenuto atto dovuto. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 20 d.P.R. 380/2001

    La ricorrente ne ha invocato l'applicazione sostenendo che il Comune avrebbe dovuto attivare il procedimento per il rilascio del permesso di costruire; il TAR ha ritenuto assorbente la mancanza dell'autorizzazione paesaggistica.

  • art. 11 d.P.R. 31/2017

    La ricorrente ne ha invocato l'applicazione con riferimento all'autorizzazione paesaggistica semplificata; il TAR ha escluso la necessità di riattivare il procedimento paesaggistico per opere già valutate negativamente.

  • Piano Regionale delle Coste della Regione Puglia e relative NTA

    Il provvedimento comunale aveva richiamato l'incompatibilità del progetto con il Piano; la decisione si fonda principalmente sulla preclusione paesaggistica derivante dalla precedente valutazione negativa.

  • art. 45 NTA del PPTR

    La ricorrente ne ha dedotto la violazione, ma il TAR ha deciso la controversia sulla base della preesistente valutazione paesaggistica negativa e della conseguente natura dovuta del diniego edilizio.

Massime di principio

  • Quando una nuova istanza riguarda le medesime opere già oggetto di un diniego paesaggistico motivato e confermato in sede giurisdizionale, la mera riproposizione della domanda non impone la riattivazione del procedimento paesaggistico, salvo l'effettiva presenza di elementi nuovi e rilevanti rispetto alla precedente valutazione.
  • La permanenza annuale di strutture balneari in un'area costiera caratterizzata da litorale sabbioso, dune e pinete può essere legittimamente negata per il rischio che la presenza invernale dei manufatti costituisca un ingombro stabile e una trasformazione del territorio lesiva dei valori paesaggistici tutelati.
  • La realizzazione di ulteriori opere dopo il precedente diniego paesaggistico non modifica necessariamente l'oggetto delle valutazioni di tutela riferite alle opere originarie e non consente di accomunare opere ulteriori, prive di titolo o comunque diverse, a manufatti precedentemente autorizzati soltanto in via stagionale.
  • In assenza dell'autorizzazione paesaggistica necessaria, il diniego del permesso di costruire richiesto per il mantenimento annuale di un manufatto in area vincolata costituisce atto dovuto.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAutorizzazione paesaggistica
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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