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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13003/2026 del 09/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso limitato al trattamento sanzionatorio. Primo motivo: vizio di motivazione e motivazione apparente per eccessività della pena (pena di 1 anno e 8 mesi e multa di Euro 8.000 per detenzione a fini di spaccio di hashish), con contestazione del fatto che la Corte d'appello abbia 'riempito' il vuoto motivazionale del GUP in modo contraddittorio e non abbia valorizzato la collaborazione dell'imputato (fornitura di generalità degli acquirenti e contatti dei fornitori), la breve durata dell'attività e il percorso di riabilitazione presso il SERD. Secondo motivo: impugnazione della mancata concessione della sospensione condizionale della pena, per cui si deduceva l'esistenza di prognosi favorevole grazie all'incensuratezza e alla condotta post factum.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile: la Corte ha ricordato che la determinazione della pena rientra nel sindacato di merito e che è sufficiente motivare l'impiego dei criteri degli artt. 132 e 133 c.p.; la sentenza d'appello ha fornito motivazione ampia e congrua valorizzando la gravità del fatto e circostanze aggravanti (sequestro di oltre 2,4 kg di hashish, pari a 28.942,1 dosi riconducibili, professionalità dell'attività di spaccio svolta tramite social e piattaforme, pubblicizzazione, ordini dall'estero, rete di consegna con rider). Il secondo motivo è stato ritenuto infondato: la Corte d'appello ha confermato la prognosi negativa per la concessione della sospensione condizionale, avendo valutato la gravità dell'offesa come prevalente e considerato non conclusivo il percorso di riabilitazione (campioni SERD ancora debolmente positivi ai cannabinoidi). Ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 4, d.P.R. 309/1990

    Norma che punisce la detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti; applicata al caso per la detenzione di hashish in quantità significativa.

  • art. 132 cod. pen.

    Principio generale sul trattamento sanzionatorio: criteri per la determinazione della pena che il giudice di merito deve considerare e motivare; la Corte ha ritenuto sufficiente l'indicazione dell'impiego di tali criteri.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena (circostanze da considerare); la Corte d'appello ha applicato tali criteri per giustificare la pena inflitta.

  • art. 164 cod. pen.

    Disciplina della sospensione condizionale della pena: richiede una prognosi favorevole sull'astensione da futuri delitti; la Corte ha effettuato una valutazione prognostica complessiva e l'ha ritenuta negativa nel caso concreto.

Massime di principio

  • La determinazione della pena è in larga parte rimessa alla discrezionalità del giudice di merito: in Cassazione non è ammessa una rivalutazione della congruità della pena se la motivazione non è manifestaemtne illogica o arbitraria.
  • Quando il giudice indica l'uso dei criteri di cui agli artt. 132 e 133 c.p. (anche con espressioni generali come "pena congrua"), la motivazione può ritenersi sufficiente salvo che la pena sia di gran lunga superiore alla media edittale e richieda spiegazioni dettagliate.
  • La gravità del fatto e l'entità dell'illecito (es. grandi quantitativi di stupefacente e organizzazione professionale del traffico) possono prevalere sugli elementi attenuanti come la collaborazione spontanea o il percorso di cura, se valutati come insufficienti a modificare la prognosi criminologica.
  • Per ottenere la sospensione condizionale della pena è necessario dimostrare una prognosi favorevole complessiva ai sensi dell'art. 164 c.p.: la sola adesione a un percorso terapeutico non è determinante se gli esami o altri elementi indicano persistenza di condotte rilevanti o se la gravità del reato è rilevante.
  • In fatti di spaccio su scala organizzata, l'uso di social, ordini dall'estero, pubblicizzazione e consegne a domicilio costituiscono indici rilevanti di professionalità e pericolosità che aggravano il giudizio sulla capacità a delinquere.

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