Ordinanza n. 631/2026 - Ancona, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti comunali e successivi titoli edilizi ritenuti elusivi del giudicato, nell’ambito dell’ottemperanza alle sentenze del TAR Marche e del Consiglio di Stato
Esito
La controversia
Le ricorrenti hanno promosso un giudizio di ottemperanza, integrato da motivi aggiunti, deducendo l’inefficacia, la nullità e, in subordine, l’illegittimità di atti comunali e del permesso di costruire in sanatoria relativo alla realizzazione di un parcheggio pubblico su area di proprietà pubblica. Hanno chiesto il ripristino dello status quo ante, la nomina e l’intervento conformativo del Commissario ad acta e l’applicazione di una somma per ogni giorno di ritardo. Nel prosieguo del giudizio il Commissario ad acta ha chiesto chiarimenti circa l’esatta collocazione delle fioriere da riposizionare in esecuzione del giudicato, prospettando tre alternative: il posizionamento sulla linea di confine catastale oppure in una delle due posizioni indicate in un documento planimetrico. La parte ricorrente ha evidenziato che il confine catastale non coinciderebbe necessariamente con quello concretamente delineato dai luoghi e che il posizionamento sulla linea catastale ostacolerebbe l’accesso ai parcheggi condominiali.
La decisione
Il TAR ha chiarito che il giudicato riguarda l’inibitoria dei titoli edilizi oggetto del precedente giudizio e la riduzione in pristino dei luoghi. In tale limitato ambito, il ripristino consiste nel ricollocare le fioriere nella posizione in cui si trovavano prima della presentazione delle SCIA del 27 luglio 2021 e del 16 novembre 2021, senza accertare la legittimità dell’originaria collocazione. Poiché il confine tra proprietà pubblica e privata non è risultato pacifico e il posizionamento sulla linea catastale avrebbe reso inutilizzabili i parcheggi condominiali, il Collegio ha individuato, sulla base di immagini e documentazione fotografica, la posizione storica delle fioriere, corrispondente all’allegato n. 3 dell’istanza del Commissario ad acta del 23 marzo 2026. Ha quindi disposto che le fioriere siano collocate in tale posizione e ha dichiarato esaurite le questioni inerenti all’esecuzione della sentenza di ottemperanza, confermata dal Consiglio di Stato. L’ordinanza ha natura di chiarimento delle modalità esecutive del giudicato e non contiene un nuovo accertamento sulla proprietà o sulla legittimità originaria del posizionamento.
Norme richiamate
art. 36 d.P.R. 380/2001
Accertamento di conformità per la realizzazione di un parcheggio pubblico nell’area di proprietà pubblica
La norma è richiamata quale base del permesso di costruire in sanatoria impugnato con i motivi aggiunti; l’ordinanza non ne esamina la legittimità.
art. 99 c.p.a.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando il giudicato impone la riduzione in pristino, il giudice può precisare le concrete modalità materiali di ripristino sulla base della situazione dei luoghi anteriore all’atto o all’intervento giudicato illegittimo.
- Il chiarimento reso in sede di ottemperanza deve restare entro i limiti oggettivi del giudicato e non può trasformarsi in un accertamento autonomo sulla proprietà delle aree o sulla legittimità originaria della situazione ripristinata.
- Quando la concreta linea di confine tra proprietà pubblica e privata non sia pacifica, il ripristino può essere individuato facendo riferimento alla posizione storicamente documentata dei manufatti prima dell’intervento oggetto del giudicato, purché ciò sia funzionale esclusivamente all’esecuzione della pronuncia.
- La decisione sulle modalità di esecuzione del giudicato può considerare documentazione fotografica e fonti aperte relative allo stato dei luoghi precedente, senza attribuire a tale valutazione efficacia accertativa ulteriore rispetto al ripristino materiale.
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