Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 4678/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo, sezione prima, n. -OMISSIS- resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202409731

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Abruzzo che aveva respinto il ricorso contro l’ordinanza di demolizione e accolto parzialmente i motivi aggiunti contro l’ordinanza ingiunzione, annullando la quantificazione massima della sanzione pecuniaria

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il giudizio riguarda un manufatto temporaneo in legno, di circa 62,13 metri quadrati e altezza media di 3,27 metri, realizzato nel 2009 su un terreno di proprietà dell’appellante in favore di una soggetto privata, poi deceduta. A seguito del venir meno delle esigenze abitative emergenziali post-sisma, il Comune aveva adottato un’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, avvertendo che l’inottemperanza avrebbe comportato l’acquisizione dell’area al patrimonio comunale e l’applicazione della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001. Il Comune aveva poi adottato un’ordinanza ingiunzione per il pagamento di 20.000 euro. In primo grado il TAR aveva respinto il ricorso contro l’ordinanza di demolizione e aveva annullato soltanto la quantificazione della sanzione nella misura massima. L’appellante ha dedotto, da un lato, l’impossibilità di ottemperare personalmente alla demolizione, sostenendo di non avere la detenzione delle strutture e di rischiare, demolendole, di ledere o danneggiare la proprietà altrui; dall’altro, la non acquisibilità dell’area di sua proprietà al patrimonio comunale, in ragione della sua estraneità alla realizzazione dell’abuso. Ha inoltre rappresentato di avere presentato un’istanza di sanatoria nel 2023, sostenendo che sulla stessa si sarebbe formato il silenzio-assenso.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello. Quanto al primo motivo, ha ritenuto che l’estraneità del proprietario alla realizzazione dell’abuso e l’eventuale detenzione del manufatto da parte di terzi non escludano, di per sé, la possibilità di ottemperare all’ordine di demolizione. Il proprietario aveva concesso il terreno affinché vi fosse realizzato il manufatto e aveva quindi mantenuto il possesso dell’area, mentre non aveva dimostrato un’oggettiva impossibilità di eseguire la demolizione. Quanto al secondo motivo, il Collegio ha ribadito che l’ordine di demolizione ha carattere reale ed è legittimamente rivolto sia al proprietario sia al responsabile dell’abuso, indipendentemente dalla partecipazione del proprietario alla realizzazione dell’opera. Anche l’acquisizione gratuita dell’area di sedime può operare nei confronti del proprietario non autore dell’abuso, salvo che questi dimostri la propria estraneità e l’adozione di iniziative concrete e tempestive per impedire o far cessare l’abuso, quali diffide, richieste di ripristino o altre iniziative ultimative. Nel caso concreto il proprietario era consapevole sin dal 2009 della destinazione edificatoria del terreno, ma per circa dodici anni non aveva promosso iniziative per ottenere la rimessione in pristino, né aveva chiesto una dilazione del termine di 90 giorni dopo la notificazione dell’ordine di demolizione. Pertanto, non ha dimostrato l’impossibilità oggettiva di ottemperare e l’acquisizione dell’area è stata ritenuta legittima. L’istanza di sanatoria presentata nel 2023 è stata giudicata irrilevante: a quella data era già decorso il termine di 90 giorni dalla notificazione dell’ordinanza di demolizione, con conseguente acquisizione ipso iure e a titolo originario del bene abusivo al patrimonio comunale e difetto di legittimazione dell’interessato a chiedere la sanatoria su un bene non più di sua proprietà. La statuizione del TAR sulla riduzione della sanzione pecuniaria non era stata impugnata dal Comune ed era quindi coperta da giudicato interno. L’appellante è stato condannato alle spese del grado, liquidate in 3.500 euro oltre spese generali e accessori.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001

    «proprietario» e «responsabile dell’abuso»

    I destinatari dell’ordine di demolizione sono congiuntamente il proprietario e il responsabile dell’abuso; l’ordine ha carattere reale e prescinde dalla responsabilità personale del proprietario.

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    L’inottemperanza all’ordine di demolizione entro il termine previsto determina ipso iure e a titolo originario l’acquisizione gratuita dell’opera abusiva e dell’area di sedime al patrimonio comunale, salvo la dimostrazione dell’oggettiva impossibilità di adempiere.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore a euro 2.000 e non superiore a euro 20.000

    La sanzione pecuniaria è applicabile in relazione all’inottemperanza all’ordine di demolizione; nel caso concreto la precedente statuizione del TAR sulla sua quantificazione massima era coperta da giudicato interno.

  • art. 20 d.P.R. 380/2001

    Il silenzio-assenso in materia edilizia è disciplinato secondo una disciplina speciale; in ogni caso, l’istanza presentata dopo il decorso del termine per ottemperare all’ordine di demolizione non può restituire legittimazione al soggetto che abbia perso la proprietà del bene per effetto dell’acquisizione.

  • art. 20 l. 241/1990

    Il richiamo al silenzio-assenso generale non incide sulla disciplina speciale prevista per la materia edilizia e, comunque, non è rilevante dopo l’acquisizione del bene al patrimonio comunale.

  • art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001

    È richiamato quale base normativa dell’ordinanza ingiunzione relativa alla sanzione pecuniaria, nei limiti risultanti dal testo.

  • art. 26, comma 1, c.p.a.

    Il rigetto dell’appello comporta la condanna dell’appellante alle spese secondo il principio della soccombenza.

Massime di principio

  • L’ordine di demolizione di un abuso edilizio ha carattere reale e può essere legittimamente rivolto sia al responsabile dell’abuso sia al proprietario dell’immobile, anche quando quest’ultimo non abbia partecipato alla realizzazione dell’opera.
  • L’acquisizione gratuita dell’opera abusiva e dell’area di sedime può operare anche nei confronti del proprietario non autore dell’abuso; per evitarla, il proprietario deve dimostrare non solo la propria estraneità, ma anche l’adozione di iniziative concrete, attive e tempestive per impedire o far cessare l’abuso e per ottenere il ripristino dello stato dei luoghi.
  • La mera impossibilità asserita di demolire personalmente il manufatto, fondata sulla detenzione del bene da parte di un terzo, non è sufficiente a escludere gli effetti dell’ordine di demolizione se il proprietario non dimostra un’oggettiva impossibilità di adempiere o non rappresenta tempestivamente tale situazione all’amministrazione chiedendo un differimento.
  • Il decorso del termine di 90 giorni dall’ordine di demolizione, senza ottemperanza, produce l’acquisizione ipso iure e a titolo originario dell’opera abusiva e dell’area di sedime al patrimonio comunale; dopo tale acquisizione il precedente proprietario non è legittimato a chiedere la sanatoria del bene.
  • La presentazione di un’istanza di sanatoria dopo il decorso del termine per ottemperare all’ordine di demolizione non impedisce né retroattivamente elimina l’acquisizione già verificatasi, ferma restando la disciplina speciale del silenzio-assenso edilizio.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioAppello
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietàLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivoDecadenza e tardività

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.