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Sentenza

Sentenza n. 1253/2026 - Venezia, Sezione 2

per l'annullamento quantomeno in parte qua, dell'ordinanza n.108 del 06/09/2023 del Responsabile dell'Area Urbanistica Ing. Renzo Nichele (nominato con decreto sindacale n.6/2023) del Comune di Cassola, notificata alla ricorrente in data 15/09/2023; di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, esecutivo o comunque connesso e conseguente, ancorché non conosciuto o menzionato

Giustizia amministrativa202301340

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di rimessa in pristino e demolizione di opere abusive ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale n. 108 del 6 settembre 2023, con la quale il Comune di Cassola aveva ingiunto la rimessa in pristino dello stato dei luoghi in relazione a una serie di opere abusive realizzate su un compendio immobiliare di proprietà di due società. Il testo non espone in dettaglio i singoli motivi di illegittimità dedotti, limitandosi a indicare la domanda di annullamento, anche parziale, dell'ordinanza e degli atti connessi. Nelle more del giudizio, le società proprietarie hanno presentato istanza di fiscalizzazione degli abusi ai sensi dell'art. 34 d.P.R. 380/2001; l'Amministrazione ha accolto l'istanza, irrogando la sanzione pecuniaria con provvedimento del 26 febbraio 2025.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L'accoglimento dell'istanza di fiscalizzazione e il pagamento della sanzione da parte delle società proprietarie hanno determinato il definitivo superamento dell'ordine di demolizione, che non è più efficace né eseguibile. Poiché l'ordinanza prevedeva una sanzione solidale tra tutti i destinatari, la fiscalizzazione ha fatto venir meno l'efficacia lesiva dell'atto anche nei confronti dell'impresa ricorrente. L'interesse a ricorrere deve sussistere non solo al momento della proposizione del ricorso, ma anche al momento della decisione. Le spese di lite sono state compensate in ragione della problematicità delle questioni all'origine della controversia.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La disposizione costituiva la base giuridica dell'ordine comunale di rimessa in pristino impugnato.

  • art. 34 d.P.R. 380/2001

    La fiscalizzazione dell'abuso, accolta dall'Amministrazione con irrogazione della sanzione pecuniaria, ha determinato il superamento dell'ordine di demolizione e la perdita di efficacia lesiva dell'atto impugnato.

Massime di principio

  • L'interesse a ricorrere deve sussistere sia al momento della proposizione del ricorso sia al momento della decisione; il suo venir meno nelle more determina l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Quando la fiscalizzazione dell'abuso edilizio è accolta e la relativa sanzione è pagata, l'ordine di demolizione non può più essere eseguito e perde efficacia lesiva, con conseguente improcedibilità del ricorso proposto contro tale ordine.
  • La fiscalizzazione degli abusi può far venir meno l'interesse a ricorrere anche nei confronti dei destinatari diversi dai proprietari, qualora l'ordine impugnato prevedesse una sanzione solidale tra tutti i destinatari e il pagamento della sanzione abbia eliminato l'efficacia lesiva dell'atto per ciascuno di essi.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneFiscalizzazione dell'abuso
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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