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Sentenza

Sentenza del 04/02/2015 n. 1984 - Corte di Cassazione

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Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Il Comune di Pisa ha impugnato per cassazione la sentenza della CTR Toscana che aveva annullato l'avviso di accertamento ICI relativo all'anno 1999. Il Comune sosteneva che la società concessionaria fosse soggetto passivo ICI in quanto titolare di un diritto reale di superficie sui manufatti costruiti sull'area demaniale, oppure, comunque, in base alla disciplina sui concessionari introdotta dalla legge n. 388 del 2000. Contestava inoltre la qualificazione catastale degli immobili in categoria E/9, l'assenza di rendita catastale e la determinazione autonoma della base imponibile mediante stima comunale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune. I quesiti formulati ai sensi dell'allora vigente art. 366-bis c.p.c. erano, salvo in parte il secondo, generici, astratti e non adeguatamente collegati alla concreta fattispecie; inoltre, per i motivi che denunciavano contemporaneamente violazione di legge e vizio di motivazione mancavano i necessari quesiti distinti e il momento di sintesi relativo al fatto controverso. Il ricorso non consentiva quindi alla Corte di esaminare validamente le censure contro la decisione della CTR, che aveva ritenuto il rapporto concessorio di natura obbligatoria e aveva annullato l'accertamento ICI. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate tra le parti costituite; nulla è stato disposto nei confronti dell'Agenzia del Territorio, rimasta senza difese.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 3

    Disciplina i soggetti passivi dell'ICI. La Corte richiama il principio secondo cui, in caso di proprietà superficiaria, l'assoggettamento all'ICI derivava già dal testo originario della norma.

  • D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 58

    Ha espressamente incluso il titolare del diritto di superficie tra i soggetti passivi ICI; secondo le Sezioni Unite richiamate dalla Corte, la disposizione ha natura interpretativa e non innovativa.

  • Legge n. 388 del 2000, art. 18

    È stata invocata dal Comune per sostenere l'assoggettamento all'ICI dei concessionari di aree demaniali a partire dal 2001. La sentenza non decide nel merito tale questione, poiché dichiara inammissibile il ricorso.

  • Codice civile, artt. 934 e 952-956

    Riguardano l'incorporazione, il diritto di superficie e gli effetti della costruzione su terreno altrui. Il Comune li ha richiamati per sostenere che la concessione attribuisse alla società un diritto reale sui manufatti; la Corte non esamina definitivamente la questione per l'inammissibilità del motivo.

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, artt. 5 e 7

    Riguardano, rispettivamente, la determinazione della base imponibile e le esenzioni ICI. Il Comune li ha invocati per giustificare la stima autonoma degli immobili privi di rendita o catastalmente classificati in modo ritenuto errato, ma la Corte non si pronuncia nel merito.

  • Codice di procedura civile, art. 366-bis

    Imponeva, per i ricorsi soggetti alla disciplina temporale applicabile, la formulazione di specifici quesiti di diritto e, in caso di vizio motivazionale, di un distinto momento di sintesi. La Corte ha ritenuto tale requisito non rispettato, dichiarando inammissibile il ricorso.

  • Costituzione, art. 53

    Stabilisce il principio di capacità contributiva. Il Comune lo aveva richiamato per sostenere l'obbligo di determinare comunque il tributo anche in assenza di rendita catastale; la questione non è stata esaminata nel merito.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione le censure devono essere formulate in modo specifico e direttamente collegato alla decisione impugnata; quesiti astratti o meramente teorici possono comportare l'inammissibilità del ricorso senza esame del merito.
  • Quando vengono denunciati contemporaneamente violazione di legge e vizio di motivazione, occorre distinguere chiaramente le due doglianze e indicare, per ciascuna, i requisiti processuali richiesti dalla disciplina applicabile.
  • La qualificazione di un concessionario di area demaniale come soggetto passivo ICI dipende dalla concreta natura del rapporto: la titolarità di un diritto reale di superficie può rilevare, mentre una concessione di natura meramente obbligatoria può non comportare automaticamente tale soggettività per i periodi anteriori alla disciplina specifica.
  • La questione catastale e l'assenza di rendita non determinano automaticamente l'esenzione dal tributo; tuttavia, la base imponibile deve essere determinata secondo le modalità previste dalla legge e adeguatamente giustificata.
  • Le pronunce favorevoli ottenute in controversie analoghe non sostituiscono l'onere di formulare correttamente il ricorso e di dimostrare la piena identità dei presupposti fattuali e giuridici.
  • L'inammissibilità del ricorso per motivi processuali lascia normalmente ferma la decisione impugnata, senza che la Corte debba risolvere definitivamente le questioni sostanziali controverse.

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