Sentenza n. 7690/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) n. 11319/2022, resa tra le parti il 30 agosto 2022 nel giudizio n. 12954/2016 reg. ric.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Nota del GSE del 9 agosto 2016, che ha disposto il recupero di 80.820 titoli di efficienza energetica ritenuti emessi in eccesso, e successivo diniego del 17 settembre 2021 dell’istanza di applicazione dell’art. 56 del d.l. n. 76/2020; in appello era impugnata la sentenza del TAR Lazio, Sez. III, n. 11319/2022 che aveva respinto il ricorso e i motivi aggiunti
Esito
Favorevole al resistente (gestore energetico)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società aveva impugnato in primo grado la rideterminazione dell’incentivo per un intervento di risparmio energetico relativo all’impianto di cogenerazione dello stabilimento di Alba e il recupero di 80.820 TEE, disposto dal GSE all’esito di un controllo nel quale i risparmi di energia primaria erano stati ritenuti sovrastimati, nonché il rigetto dell’istanza di applicazione dell’art. 56 del d.l. n. 76/2020. Dopo il rigetto del TAR, la società ha proposto appello affidato a undici motivi. Il testo non ne descrive analiticamente il contenuto; nel corso del giudizio d’appello è stata disposta una verificazione tecnica per chiarire se l’incentivazione riguardasse soltanto il calore destinato al teleriscaldamento oppure anche l’energia elettrica collegata e se l’algoritmo avesse comportato una doppia contabilizzazione. In seguito, il GSE ha accolto l’istanza di riesame, riconoscendo il diritto alla restituzione di 27.112 certificati bianchi e annunciando la restituzione del relativo controvalore monetario.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l’appello per sopravvenuta carenza di interesse, in seguito al provvedimento del GSE dell’8 luglio 2026 che, accogliendo l’istanza di riesame, ha riconosciuto il diritto della società alla restituzione di 27.112 certificati bianchi e annunciato la restituzione del controvalore. Non ha quindi esaminato nel merito gli undici motivi d’appello né riformato la sentenza del TAR. Ha compensato integralmente le spese di giudizio; le spese della verificazione, da liquidare con separato decreto, sono state poste a carico di entrambe le parti in considerazione delle risultanze degli accertamenti tecnici.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Non rimane al Collegio che dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
La sopravvenuta carenza dell’interesse alla decisione, conseguente al riesame favorevole intervenuto durante il giudizio, determina l’improcedibilità dell’appello.
Massime di principio
- Quando, durante il giudizio d’appello, un provvedimento sopravvenuto dell’amministrazione soddisfa la pretesa sostanziale fatta valere dal ricorrente e fa venir meno l’interesse alla decisione, l’appello va dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
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