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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48397/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato aveva patteggiato la pena (art. 444 c.p.p.) per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90 (cessione e detenzione ai fini di spaccio di cocaina). Il Tribunale, oltre alla pena, aveva ordinato la confisca del denaro sequestrato (€ 4.475,00). Il ricorrente ha impugnato sostenendo l'assenza di un concreto nesso tra la somma sequestrata e le condotte contestate (non era indicato il corrispettivo della cessione né era stata dimostrata la correlazione tra il denaro e l'attività di spaccio) e ha dedotto l'erronea applicazione delle norme sulla confisca; ha inoltre eccepito carenza di motivazione specifica sulla confisca.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente alla disposizione sulla confisca: ha annullato la sentenza in quella parte e ha disposto il rinvio al medesimo Tribunale per un nuovo giudizio sul punto. La Corte ha stabilito che il Tribunale non ha adeguatamente motivato la confisca (si è limitato ad affermare che la somma costituiva provento del reato senza indicare norme applicate, l'ammontare preciso e il nesso strumentale o eziologico con la condotta). Restano confermate la condanna e le altre statuizioni non censurate.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/90, art. 73, comma 5

    Nel caso di cui al comma 5 la confisca per equivalente o per sproporzione (previste in altre ipotesi) non è automaticamente applicabile; la confisca può essere disposta solo se il denaro è prezzo o prodotto del reato e va adeguatamente motivata dal giudice.

  • d.P.R. 309/90, art. 73, comma 7-bis

    Norma richiamata come esempio di ipotesi nelle quali è prevista la confisca per equivalente; la Corte segnala che tale strumento è espressamente escluso dall'ipotesi disciplinata dal comma 5.

  • d.P.R. 309/90, art. 85-bis

    Richiamata unitamente alle norme sulla confisca per sproporzione; la Corte evidenzia che queste misure non si applicano automaticamente all'ipotesi di cui al comma 5 se la normativa lo esclude.

  • cod. pen., art. 240

    Distingue tra confisca obbligatoria (prezzo del reato) e confisca facoltativa (profitto/prodotto). Il giudice deve accertare e motivare quale tipologia di confisca si applica e dimostrare il nesso di strumentalità o causalità tra il bene e il reato.

  • cod. proc. pen., art. 445

    Modifica che ha esteso possibilità di disporre la confisca anche nel patteggiamento; tuttavia il potere discrezionale del giudice richiede motivazione adeguata dei presupposti della misura.

  • cod. proc. pen., art. 354

    Norma sul sequestro che è stata richiamata nel passato procedimento; la Corte sottolinea che, pur essendo stato sequestrato denaro ex art. 354, la contestazione non indicava la somma né il nesso con la cessione, elemento che rende insufficiente la base per la confisca senza ulteriore motivazione.

Massime di principio

  • In caso di patteggiamento (art. 444 c.p.p.) la confisca di beni o denaro richiede una motivazione autonoma e adeguata: il giudice deve chiarire il fondamento normativo e i presupposti fattuali della misura.
  • Per i reati di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90 la confisca per equivalente o per sproporzione non si applica automaticamente; occorre dimostrare che la somma costituisce prezzo, prodotto o profitto del reato.
  • Il giudice deve distinguere e motivare se la confisca è obbligatoria (prezzo del reato) o facoltativa (profitto/prodotto) e, nel secondo caso, fornire elementi che dimostrino il nesso di strumentalità/causalità tra il bene e l'attività illecita.
  • Se non esiste prova concreta del collegamento tra il denaro sequestrato e la cessione (es. mancata indicazione del corrispettivo, discrepanze sulle quantità), la confisca può essere annullata e la decisione rimessa al giudice di merito per nuova valutazione.
  • L'imputato ha interesse impugnatorio specifico con riguardo alla confisca quando la motivazione è mancante o insufficiente; la Corte di Cassazione controlla la sussistenza del nesso tra bene e reato e può annullare la misura se non adeguatamente motivata.

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