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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12379/2026 del 03/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

A seguito di richiesta di chiarimenti ex art. 37-bis, comma 4, d.P.R. n. 600/1973, l'Ufficio emetteva due avvisi di accertamento per gli anni 2006 e 2007 nei confronti di una società operante nel settore della fabbricazione di macchine industriali di refrigerazione. Con tali atti veniva disconosciuta, per asserito difetto di inerenza ex art. 109 t.u.i.r., la deducibilità degli interessi passivi maturati su un finanziamento bancario contratto nell'ambito di un'operazione di merger leveraged buyout, ritenuta fiscalmente elusiva. Secondo l'Amministrazione, l'operazione sarebbe stata sostanzialmente diretta a reperire le risorse per liquidare il socio dissenziente e a consentire l'acquisizione del controllo della società target attraverso una newco, in violazione delle regole societarie richiamate negli avvisi. La CTR aveva respinto l'appello dell'Ufficio, escludendo un uso distorto del MLBO. In cassazione l'Agenzia denunciava violazione e falsa applicazione degli artt. 2473, 2474 e 2482 c.c., dell'art. 109, comma 5, t.u.i.r. e dell'art. 37-bis d.P.R. n. 600/1973, sostenendo che la CTR avesse erroneamente escluso il difetto di inerenza degli interessi passivi e, quindi, la natura elusiva dell'operazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato l'unico motivo di ricorso. Ha ricostruito il quadro giurisprudenziale sull'abuso del diritto e sul MLBO, affermando che l'operazione di merger leveraged buyout non è di per sé abusiva, poiché espressamente contemplata dall'art. 2501-bis c.c., ma può assumere natura elusiva solo se sia una costruzione di puro artificio, priva di sostanza economica e diretta essenzialmente a conseguire vantaggi fiscali indebiti. Nel caso concreto, la CTR aveva accertato la presenza di valide ragioni extrafiscali e organizzative, consistenti nella modifica dell'assetto di governance e nella fuoriuscita del socio in contrasto con l'altro socio storico, nonché nel miglioramento funzionale dell'impresa. La Corte ha ritenuto che tale valutazione di fatto fosse coerente con i principi applicabili e non censurabile sotto il profilo dell'error in iudicando. Il ricorso è stato pertanto rigettato; non sono state liquidate spese per la mancata costituzione dell'intimato e non è stata applicata l'attestazione ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002 per l'ente pubblico ammesso alla prenotazione a debito.

Norme richiamate

  • art. 37-bis d.P.R. n. 600/1973

    Costituisce il fondamento del principio generale antielusivo: vieta il conseguimento di vantaggi fiscali mediante uso distorto di strumenti giuridici, in assenza di apprezzabili ragioni economiche diverse dal risparmio d'imposta.

  • art. 10-bis L. n. 212/2000

    Richiamato come disciplina oggi sostitutiva dell'art. 37-bis per l'abuso del diritto in materia tributaria.

  • art. 109 t.u.i.r.

    È la norma evocata per contestare la deducibilità degli interessi passivi per difetto di inerenza all'attività d'impresa.

  • art. 2501-bis c.c.

    Esprime che il merger leveraged buyout è un'operazione espressamente prevista dall'ordinamento e non è di per sé abusiva.

  • art. 2473 c.c.

    Richiamato dall'Ufficio quale parametro civilistico asseritamente violato nella ricostruzione della pretesa elusiva.

  • art. 2474 c.c.

    Richiamato insieme alle altre norme societarie nell'impostazione dell'accertamento.

  • art. 2482 c.c.

    Richiamato dall'Ufficio nella ricostruzione della presunta violazione delle regole societarie nella liquidazione della quota del socio dissenziente.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il vizio denunciato in cassazione per violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Norma processuale che ha consentito la trattazione in camera di consiglio.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    La Corte esclude la sua applicazione all'Agenzia delle Entrate, trattandosi di ente pubblico ammesso alla prenotazione a debito.

  • artt. 12, comma 5, d.l. n. 16/2012 e 158, comma 1, lett. a), d.P.R. n. 115/2002

    Richiamati per affermare la prenotazione a debito del contributo unificato per l'ente pubblico ricorrente.

Massime di principio

  • L'operazione di merger leveraged buyout non integra di per sé abuso del diritto o elusione fiscale, poiché è espressamente contemplata dall'art. 2501-bis c.c.; per negarne la legittimità l'Amministrazione deve dimostrare che si tratti di una costruzione di puro artificio, priva di sostanza economica.
  • L'abuso del diritto in ambito tributario richiede non solo il conseguimento di un vantaggio fiscale, ma anche l'assenza di apprezzabili ragioni economiche extrafiscali e la possibilità di individuare uno strumento giuridico alternativo, comunque idoneo a perseguire il medesimo obiettivo economico.
  • Quando la società contribuente dimostri ragioni organizzative o gestionali non marginali, orientate al miglioramento funzionale dell'impresa, il giudice può escludere la natura elusiva dell'operazione anche se essa produca effetti fiscali favorevoli.
  • In sede di legittimità, la censura formulata come violazione di legge non può essere utilizzata per ottenere una rivalutazione del giudizio di fatto compiuto dal giudice di merito sulla concreta sussistenza delle ragioni economiche e sulla fungibilità delle soluzioni alternative.
  • La deducibilità degli interessi passivi va esclusa solo quando l'Ufficio dimostri che il costo non è inerente all'attività d'impresa perché sostenuto in un contesto di operazione meramente elusiva o nell'esclusivo interesse dei soci, secondo un accertamento che non può prescindere dalla sostanza economica dell'operazione.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiAbuso del dirittoOnere della prova

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