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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03665/2025 del 28/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Due imputati ricorrono per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Trieste che, pur rideterminando la pena, ha confermato la loro condanna per tentato furto in abitazione. Il primo ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione sull'affermazione di responsabilità e sul mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; il secondo contesta la motivazione sulla responsabilità, la qualificazione giuridica del fatto e la mancata sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria. Una memoria difensiva depositata tardivamente per uno dei ricorrenti non viene presa in considerazione per mancato rispetto del termine di cui all'art. 611 c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto non deducibili le censure che si risolvevano in una mera riproposizione delle doglianze di merito già disattese in appello, senza un effettivo confronto critico con la sentenza impugnata. Ha inoltre ritenuto manifestamente infondata la doglianza sulla particolare tenuità del fatto, poiché la corte territoriale aveva motivato l'esclusione dell'art. 131-bis c.p. richiamando la modalità strutturata della condotta, e ha giudicato generiche e infondate le censure sulla sostituzione della pena. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 611 c.p.p.

    La memoria difensiva depositata oltre il termine non può essere presa in considerazione.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo; è sufficiente che la motivazione dia conto dell'assenza di uno dei presupposti ritenuti decisivi.

  • art. 133, comma 1, c.p.

    Serve come parametro per la valutazione complessiva della tenuità del fatto, con riguardo alle modalità della condotta, al grado di colpevolezza e all'entità del danno o del pericolo.

  • art. 611 c.p.p.

    Il deposito tardivo della memoria ne comporta l'irrilevanza processuale nel giudizio di legittimità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che si traducano nella mera riproposizione delle stesse doglianze di fatto già esaminate e disattese in appello, se non accompagnate da una critica specifica e argomentata della motivazione impugnata.
  • La Corte di cassazione non può procedere a una nuova valutazione del materiale probatorio né sostituire la propria lettura dei fatti a quella del giudice di merito, salvo il caso di manifesta illogicità della motivazione.
  • Il giudizio sulla particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. impone una valutazione complessiva della fattispecie concreta; la motivazione è adeguata quando individua anche uno solo dei presupposti mancante e ritenuto decisivo, purché ciò emerga in modo non illogico.
  • Nel ricorso per cassazione sono inammissibili censure generiche o reiterative che non si confrontino con le ragioni specifiche poste a base della decisione impugnata.
  • La mancata sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria è insindacabile in cassazione quando la Corte territoriale abbia fornito una motivazione coerente e priva di vizi logici o giuridici.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazioneCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fattoNullità processuale

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