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Sentenza

Sentenza n. 825/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento in parte qua della Deliberazione della Giunta di Regione Lombardia n. XII/1513 del 13.12.2023, avente a oggetto “Determinazioni in ordine al potenziamento delle risorse di FSR destinate nel 2024 all'area dei servizi territoriali residenziali dell'area anziani, dell'area residenziale della disabilità e dell'area residenziale delle dipendenze”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia del 19.12.2023 Serie Ordinaria n. 51, nonché della Deliberazione della Giunta di Regione Lombardia n. XII/1827 del 31.01.2024, avente a oggetto “Determinazioni in ordine agli indirizzi di programmazione del SSR per l'anno 2024” con relativi “Allegati”-con particolare riferimento all' “Allegato 5-Area Interventi Sociosanitari”, ivi compresa l “Appendice” contenente lo “Schema di Contratto”, nonché di ogni altro atto presupposto, conseguente e/o comunque connesso.

Giustizia amministrativa202400561

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazioni della Giunta di Regione Lombardia n. XII/1513 del 13 dicembre 2023 e n. XII/1827 del 31 gennaio 2024, limitatamente alle parti contestate, relative alla programmazione e al finanziamento dei servizi sociosanitari residenziali

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le imprese ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l'annullamento in parte qua, due deliberazioni della Giunta regionale riguardanti il potenziamento delle risorse del Fondo sanitario regionale destinate nel 2024 ai servizi territoriali residenziali per anziani, disabili e persone con dipendenze, nonché gli indirizzi di programmazione del servizio sanitario regionale per il 2024 e il relativo schema di contratto. Dal testo della sentenza non risultano specificati i singoli motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, con atto depositato il 14 gennaio 2026, le ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione e hanno chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese, in conformità a un accordo con la Regione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il Collegio ha ritenuto che l'espressa dichiarazione delle ricorrenti di non avere più interesse alla decisione impedisse di esaminare il merito, poiché nel processo amministrativo, sino alla fase di decisione e in assenza di contestazioni o richieste contrarie, la parte ricorrente dispone dell'azione e può rinunciare alla decisione per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese di lite sono state compensate, tenuto conto del consenso espresso dalla Regione mediante sottoscrizione dell'atto del 14 gennaio 2026.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse

    La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni processuali applicabili; dal testo non emerge un'ulteriore interpretazione specifica.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla pronuncia, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, purché non vi siano repliche o richieste contrarie delle altre parti.
  • Nel processo amministrativo, il principio dispositivo in senso ampio consente al ricorrente di disporre dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, anche mediante dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando la parte resistente presta consenso alla definizione del giudizio senza una pronuncia di merito e manifesta accordo sulla compensazione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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