Cassazione Civile, Sentenza n. 28582/2021 del 18/10/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
L'Agenzia impugna la sentenza che aveva annullato l'avviso di rettifica per diritti doganali emesso nei confronti della Sticco Daniela, sostenendo la responsabilità solidale dello spedizioniere quale rappresentante diretto per sottofatturazione nelle dichiarazioni doganali. I motivi di cassazione deducono violazione di varie norme del codice doganale comunitario e della normativa nazionale (obbligo di asseverare la veridicità dei dati, onere probatorio, obblighi professionali dello spedizioniere) e assumono che lo spedizioniere fosse ragionevolmente a conoscenza dell'erroneità dei dati dichiarati.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia. Ha confermato il principio giurisprudenziale secondo cui lo spedizioniere che opera come rappresentante diretto non è automaticamente responsabile in solido per i dazi rettificati se si è limitato a depositare la dichiarazione predisposta dall'importatore e i documenti da questi forniti. La responsabilità solidale sussiste soltanto se l'Amministrazione doganale dimostra che lo spedizioniere ha fornito dati o allegato documenti dei quali conosceva o avrebbe dovuto conoscere l'irregolarità, l'incompletezza o la non veridicità. La Corte ha ritenuto che la Commissione regionale avesse correttamente accertato la "correttezza formale" dell'attività dello spedizioniere e l'assenza di elementi che colleghino la frode alla sua conoscenza; perciò tale accertamento non poteva essere superato in cassazione. Un motivo relativo agli artt. 29 e 30 del codice doganale comunitario è stato dichiarato inammissibile perché non affrontato dalla Corte d'appello. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate tra le parti per l'assenza di un orientamento consolidato.
Norme richiamate
Codice doganale comunitario
art. 201, terzo comma; art. 202; art. 205
Il Collegio interpreta queste disposizioni nel senso che l'operazione della dichiarazione regolarmente presentata non comporta automatica responsabilità solidale dello spedizioniere come rappresentante diretto: occorre che l'Amministrazione dia prova che lo spedizioniere abbia fornito o allegato dati o documenti di cui conosceva o avrebbe dovuto conoscere l'irregolarità, incompletezza o non veridicità
Codice doganale comunitario
Pur richiamando l'obbligo di asseverare la veridicità dei dati in capo a chi presta determinate dichiarazioni, la Corte evidenzia che tale obbligo non si traduce automaticamente in responsabilità solidale se non è dimostrata la conoscenza o la prevedibile conoscenza dell'irregolarità da parte dello spedizioniere
art. 2, sesto comma; art. 7
Le norme richiamate concernono gli obblighi connessi ad attività di intermediazione/asseverazione; la Corte ritiene che, anche alla luce di tali obblighi, per affermare responsabilità solidale sia necessaria la prova amministrativa della conoscenza (o prevedibile conoscenza) dell'irregolarità da parte dello spedizioniere
D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472
Richiamato dalla ricorrente in relazione agli oneri probatori e alle conseguenze sanzionatorie; la Corte non ritenendo assolta la prova dell'Amministrazione sulla conoscenza dello spedizioniere, non ha accolto la tesi che tale articolo imponga un diverso regime probatorio che gravasse automaticamente sul contribuente
L'art. 2697 c.c. (onere della prova) è stato interpretato nel senso che, nel contesto della responsabilità solidale dello spedizioniere, l'Amministrazione doganale è tenuta a provare gli elementi che consentono di imputare allo spedizioniere la conoscenza o la prevedibile conoscenza dell'irregolarità; non è sufficiente che lo spedizioniere non provi la propria estraneità ove l'Amministrazione non abbia prima fornito elementi di responsabilità
Codice doganale comunitario
Le questioni sollevate sul fondamento di tali articoli non sono state esaminate dalla Commissione regionale e, pertanto, quelle dedotte in cassazione sono state dichiarate inammissibili o non valutate nel merito dalla Corte
Massime di principio
- Lo spedizioniere che agisce come rappresentante diretto non è automaticamente responsabile in solido per le rettifiche dei diritti doganali quando si è limitato a depositare la dichiarazione predisposta dall'importatore e i documenti forniti da quest'ultimo
- Per affermare la responsabilità solidale dello spedizioniere è necessario che l'Amministrazione doganale provi che lo spedizioniere ha fornito dati o allegato documenti di cui conosceva o avrebbe dovuto conoscere la non veridicità, l'incompletezza o l'inidoneità
- L'assenza di prova da parte del contribuente della propria estraneità non è di per sé sufficiente a fondare la responsabilità se l'Amministrazione non ha fornito elementi di colpevolezza o conoscenza dello spedizioniere
- Questioni non affrontate dal giudice di merito non possono essere utilmente sollevate per la prima volta in Cassazione e possono essere dichiarate inammissibili
- In assenza di un orientamento giurisprudenziale consolidato su una questione controversa, il giudice di legittimità può disporre la compensazione integrale delle spese tra le parti
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