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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27736/2024 del 11/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la condanna per truffa aggravata (avrebbe consegnato un assegno circolare falso per ottenere un camper) chiedendo l'annullamento per nullità del decreto di irreperibilità e degli atti successivi: il decreto non sarebbe reperibile nel fascicolo delle indagini preliminari e carente nella motivazione. Si deduce altresì che le ricerche dell'imputato sarebbero state incomplete (omessa verifica di una utenza mobile) e che la detenzione dell'imputato negli USA nel periodo 2015-2019 avrebbe arrecato pregiudizio alla difesa

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e reiterazione di eccezioni già decise. Ha ritenuto che il decreto di irreperibilità, emesso in fase di giudizio, ha comportato la sospensione del processo fino al rintraccio; successivamente la notifica a mani proprie del decreto di citazione ha garantito all'imputato la piena conoscenza del giudizio (vocatio in iudicium) e non ha comportato la regressione al fase delle indagini preliminari. La difesa non ha indicato concrete attività precluse né concreto pregiudizio. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla sanzione di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende

Massime di principio

  • Il decreto di irreperibilità emesso in corso di giudizio sospende il processo, ma il successivo rintraccio e la notifica a mani proprie della citazione a giudizio possono sanare la posizione dell'imputato: la conoscenza effettiva del processo è elemento rilevante per escludere nullità insanabili
  • Per ottenere l'annullamento per nullità processuale la difesa deve dimostrare un concreto pregiudizio derivante dalla presunta illegittimità (es. indicare attività difensive precluse o effetti processuali specifici), non bastano deduzioni generiche
  • L'assenza nel fascicolo di un provvedimento adottato in fase di indagine o giudizio impone contestazioni tempestive e motivate; l'omessa eccezione o la mancata richiesta di termini può far perdere interesse alla censura
  • La lamentata incompletezza delle indagini (es. omissione di accertamenti come la verifica di un'utenza telefonica) va collegata in modo concreto alla lesione del diritto di difesa o alla incompleta ricostruzione della dinamica del reato perché abbia efficacia annullatoria
  • Motivi già esaminati in primo grado e in appello, se reiterati senza nuovi elementi, rischiano l'inammissibilità in cassazione per manifesta infondatezza

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