Sentenza del 31/12/2019 n. 34750 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate contestava alla società, per l'anno d'imposta 2004, la deduzione di ammortamenti relativi ai cespiti di un'azienda conferita in corso d'anno, sostenendo che, in base all'art. 176 T.U.I.R., la deduzione spettasse esclusivamente alla società conferitaria per l'intero periodo d'imposta. Contestava inoltre ammortamenti anticipati non indicati nel Quadro EC, ammortamenti relativi al marchio ritenuti frutto di un'operazione elusiva ai sensi dell'art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973 e la deduzione di interessi passivi in violazione delle norme sui finanziamenti infragruppo e sulla sottocapitalizzazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato i primi sette motivi della società, confermando che: gli ammortamenti dei cespiti conferiti spettano al conferitario per l'intero periodo d'imposta; gli ammortamenti anticipati sono indeducibili se non indicati nel Quadro EC; l'operazione societaria relativa al marchio presentava carattere elusivo, essendo priva di valide ragioni economiche, anomala e circolare; le sanzioni erano applicabili anche in relazione alla condotta elusiva. Sono stati invece accolti l'ottavo e il nono motivo della società e il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate, poiché la CTR non aveva deciso sulle contestazioni riguardanti l'entità e la deducibilità degli interessi passivi. La sentenza è stata quindi cassata limitatamente a tali questioni e rinviata alla CTR della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese.
Norme richiamate
Art. 176, commi 1 e 4, T.U.I.R.
Il soggetto conferitario subentra nella posizione di quello conferente in ordine agli elementi dell'attivo e del passivo dell'azienda stessa; le aziende acquisite in dipendenza di conferimenti si considerano possedute dal conferitario anche per il periodo di possesso del conferente.
Nel conferimento d'azienda in regime di neutralità fiscale, il conferitario subentra nei valori fiscalmente riconosciuti, assumendo il costo storico dei cespiti e il relativo fondo di ammortamento. Gli ammortamenti dell'intero periodo d'imposta spettano quindi al conferitario, mentre il conferente non può dedurre le quote maturate prima del conferimento.
Art. 109, comma 4, lett. b), T.U.I.R.
Gli ammortamenti dei beni materiali ed immateriali, le altre rettifiche di valore e gli accantonamenti sono deducibili se in apposito prospetto della dichiarazione dei redditi è indicato il loro importo complessivo, i valori civili e fiscali dei beni e quelli dei fondi.
L'indicazione nel Quadro EC costituisce un adempimento sostanziale, non meramente formale. La sua omissione impedisce la deduzione degli ammortamenti anticipati non transitati nel conto economico.
Art. 37-bis, commi 1 e 5, D.P.R. n. 600/1973
Sono inopponibili all'amministrazione finanziaria gli atti, i fatti e i negozi privi di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare obblighi o divieti tributari e a ottenere riduzioni d'imposta o rimborsi indebiti.
Un'operazione è elusiva quando, anche se formalmente lecita, è essenzialmente orientata a un vantaggio fiscale indebito, manca di sostanza economica o presenta una struttura artificiosa e circolare. Il contribuente deve dimostrare ragioni economiche effettive, non marginali o teoriche.
Art. 110, comma 7, T.U.I.R.
La disposizione è stata richiamata per la contestazione della deduzione degli interessi passivi e delle operazioni finanziarie infragruppo. La Cassazione ha rinviato la questione alla CTR perché determinasse concretamente l'importo eventualmente deducibile.
Art. 98 T.U.I.R.
La norma è stata invocata dall'Agenzia delle Entrate in relazione ai limiti di deducibilità degli interessi passivi connessi a finanziamenti del socio qualificato. Anche questa questione dovrà essere riesaminata dal giudice del rinvio.
Art. 10, comma 2, Statuto del contribuente
La società lo ha richiamato con riferimento al principio di affidamento e alle sanzioni, ma la censura è stata dichiarata inammissibile o implicitamente superata dalla conferma delle violazioni contestate.
Massime di principio
- In caso di conferimento d'azienda durante l'esercizio, occorre verificare la disciplina fiscale applicabile: in regime di neutralità, il conferitario subentra nei valori fiscali e normalmente deduce gli ammortamenti dell'intero periodo, mentre il conferente non può dedurre le quote maturate fino alla data del conferimento.
- Le deduzioni extracontabili richiedono il rispetto puntuale degli adempimenti dichiarativi previsti dalla legge. L'omessa compilazione del prospetto prescritto può comportare la perdita della deduzione, anche se il costo è sostanzialmente effettivo.
- La presenza di valide ragioni economiche non è sufficiente se tali ragioni sono generiche, marginali o meramente teoriche. Devono essere concrete, documentate e coerenti con la struttura complessiva dell'operazione.
- Operazioni societarie ravvicinate, circolari e realizzate attraverso società veicolo con effetti economici sostanzialmente invariati possono essere considerate elusive se producono un vantaggio fiscale non altrimenti giustificato.
- La contestazione di abuso o elusione non esclude automaticamente l'applicazione delle sanzioni: se la condotta determina l'indicazione di un reddito imponibile inferiore a quello accertato, le sanzioni possono seguire l'accertamento.
- Quando il giudice d'appello omette di esaminare specifiche questioni, come l'esatta quantificazione degli interessi deducibili, la Cassazione può cassare la sentenza limitatamente a tali punti e rinviare la causa a un diverso collegio.
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