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Cassazione Penale, Ordinanza n. 11852/2026 del 30/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il tribunale dell'esecuzione aveva respinto la richiesta dell'interessato di applicare la disciplina del reato continuato ex art. 81 c.p. tra più sentenze irrevocabili di condanna, riguardanti diversi fatti commessi tra il 2009 e il 2010 circa e riferiti a reati contro il patrimonio e contro la pubblica amministrazione, tra cui ricettazione, truffa, sostituzione di persona, resistenza a pubblico ufficiale e sottrazione di cose sottoposte a sequestro. Con il ricorso si deducevano violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 81 c.p., sostenendo che il giudice di merito non avrebbe considerato adeguatamente gli elementi indicati dalla difesa, anche mediante memoria, dai quali sarebbero emersi gli indici richiesti dalla giurisprudenza per riconoscere il medesimo disegno criminoso. Si invocava altresì la ludopatia di cui il ricorrente sarebbe affetto come elemento sintomatico di un nesso tra le varie condotte e di una progettazione unitaria.

La decisione

La Corte ha ritenuto manifestamente infondate le doglianze. Ha osservato che l'ordinanza impugnata era adeguatamente motivata nel ritenere non dimostrata l'identità del disegno criminoso sin dal primo reato, valorizzando la disomogeneità delle violazioni e la loro estemporaneità. Ha inoltre rilevato che dagli atti non emergeva alcun effettivo nesso eziologico con la ludopatia tale da consentire di qualificare i fatti come espressione di un'originaria ideazione unitaria. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    La continuazione presuppone che l'identità del disegno criminoso sia rintracciabile già al momento della commissione del primo reato; la mera pluralità di fatti eterogenei e distanti nel tempo non basta, se non emergono elementi concreti di progettazione unitaria.

  • art. 648 c.p.

    Richiamato solo come uno dei reati oggetto di una delle condanne poste a base della richiesta di continuazione.

  • art. 640 c.p.

    Richiamato solo come uno dei reati oggetto di una delle condanne poste a base della richiesta di continuazione.

  • art. 494 c.p.

    Richiamato solo come uno dei reati oggetto di una delle condanne poste a base della richiesta di continuazione.

  • art. 337 c.p.

    Richiamato solo come uno dei reati oggetto di una delle condanne poste a base della richiesta di continuazione.

  • art. 334 c.p.

    Richiamato solo come uno dei reati oggetto di una delle condanne poste a base della richiesta di continuazione.

  • art. 616 c.p.p.

    Non espressamente indicato nel testo, ma la condanna alle spese e alla somma in favore della Cassa delle ammende è conseguenza della declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento del reato continuato, il medesimo disegno criminoso deve risultare già configurabile al momento della commissione del primo reato e non può essere desunto in modo astratto dalla sola serialità delle condotte.
  • La disomogeneità dei reati e la loro commissione in tempi non coordinati costituiscono indici contrari alla preesistenza di un'unica deliberazione criminosa.
  • Una patologia dell'imputato può rilevare solo se emerga dagli atti un concreto nesso eziologico tra essa e le condotte commesse; in mancanza, essa non è sufficiente a fondare la continuazione.
  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una nuova valutazione del materiale istruttorio o degli elementi di fatto già esaminati dal giudice di merito, quando il ricorso si risolva nella richiesta di una lettura alternativa delle risultanze processuali.
  • La manifesta infondatezza dei motivi determina l'inammissibilità del ricorso, con le conseguenze economiche previste per il ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazioneNullità processuale

Testo integrale

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