Cassazione Penale, Sentenza n. 22567/2023 del 24/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore contestava la competenza del Tribunale di Napoli a decidere sull'istanza di riconoscimento del vincolo della continuazione e sulla rideterminazione della pena presentata in favore di Antonietta Di Meo. Sosteneva che, ai sensi dell'art. 665, comma 4, cod. proc. pen., la competenza spettava alla Corte d'appello di Napoli, perché aveva emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile (sentenza del 28/04/2020, irrevocabile il 16/06/2021). Il motivo del ricorso in Cassazione era l'inosservanza e l'erronea applicazione dell'art. 665, comma 4, cod. proc. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore. Ha richiamato l'art. 665, commi 2 e 4, cod. proc. pen., e la giurisprudenza sul principio di unitarietà dell'esecuzione, e ha concluso che la sentenza della Corte d'appello del 28/04/2020 non ha inciso sulla competenza del giudice dell'esecuzione perché, in relazione ad alcuni coimputati, l'appello è stato accolto solo sul punto della determinazione della pena; ciò non è idoneo a trasferire la competenza al giudice d'appello rispetto all'istanza che riguardava la continuazione. Pertanto l'ordinanza del Tribunale di Napoli del 30/09/2022, che aveva riconosciuto il vincolo della continuazione, è rimasta confermata e il ricorso è stato respinto.
Norme richiamate
art. 665 cod. proc. pen., comma 4
se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da giudici diversi, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo
La competenza in materia esecutiva tra giudici diversi si determina in base alla data di irrevocabilità del provvedimento: compete il giudice che ha emesso l'atto divenuto irrevocabile per ultimo, salvo le specifiche eccezioni del comma 2.
art. 665 cod. proc. pen., comma 2
quando è stato proposto appello, se il provvedimento è stato confermato o riformato soltanto in relazione alla pena, alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili, è competente il giudice di primo grado; altrimenti è competente il giudice di appello
Se l'appello ha riguardato solo la determinazione della pena, le misure di sicurezza o le disposizioni civili, la competenza per le questioni esecutive resta del giudice di primo grado; se l'appello ha inciso sulla decisione in termini sostanziali, la competenza passa al giudice d'appello.
Cass. Sez. 1, sent. n. 33062/2011
Principio di unitarietà dell'esecuzione: nei procedimenti con pluralità di imputati la competenza del giudice d'appello può operare anche rispetto a imputati per i quali la sentenza di primo grado sia stata confermata o l'appello dichiarato inammissibile, ma occorre valutare il contenuto della decisione d'appello.
Cass. Sez. 1, sent. n. 10415/2010
Conferma la tendenza giurisprudenziale secondo cui la competenza in fase esecutiva nei procedimenti plurimi deve garantire l'unitarietà dell'esecuzione, ma l'eventuale trasferimento di competenza dipende dalla portata effettiva della decisione d'appello.
Massime di principio
- Per stabilire la competenza del giudice dell'esecuzione bisogna verificare quale provvedimento sia divenuto irrevocabile per ultimo: in linea generale compete il giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento irrevocabile (art. 665 c.4).
- Se sull'appello — rispetto a una sentenza di primo grado — la decisione di secondo grado ha riguardato solo la quantificazione della pena, le misure di sicurezza o le disposizioni civili, la competenza esecutiva resta del giudice di primo grado (art. 665 c.2).
- Nei procedimenti con più imputati occorre esaminare la portata della decisione d'appello: il principio di unitarietà dell'esecuzione può spostare la competenza, ma solo se la pronuncia d'appello ha inciso sostanzialmente sulle posizioni oggetto dell'istanza esecutiva.
- Quando vi siano decisioni definitive emesse da giudici diversi, documentare con precisione le date di irrevocabilità e il contenuto delle pronunce (se hanno riformato la responsabilità o soltanto la pena) risolve frequentemente la controversia sulla competenza.
- In caso di dubbio interpretativo sulla natura della modifica apportata in appello (sostanziale vs. meramente sanzionatoria), la giurisprudenza suggerisce un'analisi puntuale del dispositivo e dei motivi della sentenza d'appello per decidere se la competenza sia effettivamente trasferita.
- Per le richieste di riconoscimento della continuazione e rideterminazione della pena seguire l'ordine: verificare le sentenze coinvolte, le date di irrevocabilità, e se l'appello abbia inciso sulla responsabilità o solo sulla pena; applicare art. 665 commi 2 e 4.
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