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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39119/2022 del 17/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di condanna per contraffazione e detenzione/uso di marche da bollo contraffatte e per la contraffazione di certificati medici. Propone due motivi: (1) vizio di motivazione e travisamento della prova, sostenendo che la responsabilità sarebbe stata attribuita solo per il ruolo di Presidente del Consorzio senza funzioni operative, che la gestione operativa spettava a Carmela Rubortone e che non vi sarebbe coincidenza del codice sulle pratiche contraffatte con quello del Consorzio; (2) violazione di norme penali (artt. 453, 459 c.p. e artt. 81, 477, 482 c.p.), deducendo l'insussistenza della partecipazione del ricorrente alla falsificazione, con richiamo alla consulenza del P.M. secondo cui le alterazioni riguarderebbero solo il valore facciale dei bolli e non la creazione ex novo. Reitera inoltre l'eccezione di incompetenza territoriale favore dell'autorità giudiziaria di Isernia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la ricostruzione dei giudici di merito secondo cui il ricorrente non è stato condannato soltanto per la qualità di Presidente, ma in ragione di elementi fattuali integrativi: i valori bollati e i certificati falsi rinvenuti nella sede dell'agenzia Crolla Ezio s.r.l. a Bojano (ubicata nello stesso edificio dell'abitazione del ricorrente), la circostanza che il ricorrente abbia aperto gli uffici su richiesta della polizia e abbia presenziato alle operazioni, nonché il fatto che l'agenzia fosse alternativamente amministrata da lui e dalla madre e che fosse un suo punto di riferimento per i clienti. La Cassazione ha inoltre dichiarato inammissibile la richiesta di riconsiderazione della consulenza del P.M. e ha confermato che la detenzione di valori bollati contraffatti è reato autonomo punibile anche se non provata la messa in circolazione; ha respinto l'eccezione di incompetenza territoriale perché sollevata tardivamente e perché il Tribunale di Campobasso era competente per il reato più grave. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 453 cod. pen.

    Riguarda la contraffazione di valori bollati: la Corte ha ritenuto che la detenzione di valori bollati contraffatti integri reato autonomo oltre alla messa in circolazione

  • art. 459 cod. pen.

    Norma di punibilità collegata alla falsità; applicata insieme all'art. 453 per la qualificazione del fatto

  • art. 464 cod. pen.

    Richiamata dalla giurisprudenza per l'interpretazione sistematica che equipara, ai fini della punibilità, l'uso di valori 'alterati' a quello di valori 'contraffatti'

  • art. 81 cod. pen.

    Norma sulla continuazione; la corte ha ritenuto sussistente la continuazione tra i reati contestati

  • art. 477 cod. pen.

    Norma richiamata nella contestazione (riguarda falsificazione di documenti); utilizzata nel quadro normativo della imputazione

  • art. 482 cod. pen.

    Altro articolo richiamato nella contestazione relativo a falsità in documenti o strumenti simili

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Norma sulla competenza territoriale: i giudici di merito hanno individuato il Tribunale di Campobasso competente per il reato più grave

  • art. 606 comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione: la Corte ricorda che il ricorso per cassazione non consente la riconsiderazione del merito né la rivalutazione delle prove salvo i casi ristretti (es. travisamento manifesto o omissione di temi decisivi)

  • art. 23, comma 8, dl. 28 ottobre 2020, n. 137

    Richiamato per la disciplina dell'udienza (norma procedurale collegata alle modalità dell'udienza straordinaria)

Massime di principio

  • La mera qualifica formale (es. carica di presidente) non esclude la responsabilità penale se sussistono elementi fattuali concreti che ricondicono la gestione o il controllo dell'attività criminosa al soggetto (es. rinvenimento di materiale falso nei locali a lui riferibili, comportamento durante le operazioni investigative, ruolo operativo consolidato).
  • La doppia conforme delle decisioni di merito (tribunale e corte d'appello) limita fortemente l'intervento della Cassazione sul merito: il ricorso per cassazione non è il luogo per una nuova valutazione delle prove salvo travisamento manifesto o omissione di temi decisivi.
  • La detenzione di valori bollati contraffatti può integrare un reato autonomo rispetto alla sola messa in circolazione, se la detenzione è antecedente e apprezzabile nel tempo.
  • Le eccezioni di incompetenza territoriale tardive, sollevate solo in fase dibattimentale ormai avviato, rischiano di essere dichiarate inammissibili; la competenza per il reato più grave può determinare il foro competente per i reati connessi.
  • In sede di Cassazione non è consentita la semplice richiesta di rivalutazione della consulenza tecnica del P.M.; le critiche tecniche devono essere assessabili entro i limiti del sindacato di legittimità e non come nuova valutazione probatoria.

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