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Sentenza

Sentenza del 19/01/2017 n. 138 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto

Imposta sul redditodelle persone giuridiche - reddito d'impresa - perdite su crediti - certezza edeterminabilità delle stesse - cancellazione dei crediti dal bilancio - legittimità - sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L’Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento per l’anno 2009, recuperando a tassazione un maggior reddito di 135.350 euro e liquidando maggiore IRES, sanzioni e interessi. Il recupero derivava dal mancato riconoscimento della deduzione di una perdita su crediti, originata dalla cessione pro soluto di crediti ritenuti inesigibili alla società V. S.p.A. L’Amministrazione contestava l’assenza di elementi certi e precisi ai sensi dell’art. 101, comma 5, del TUIR. La società contestava inoltre la validità della delega di firma, la produzione tardiva di documenti, la mancata notifica del processo verbale di constatazione, l’assenza di contraddittorio e l’applicazione delle sanzioni.

La decisione

La Commissione Tributaria Provinciale aveva respinto il ricorso della società. In appello, la Commissione ha ritenuto legittima la sottoscrizione dell’avviso da parte del funzionario delegato dal dirigente e ha respinto le relative eccezioni processuali. Nel merito, ha accolto l’appello della società, ritenendo che la cancellazione dei crediti dal bilancio, effettuata in conformità ai principi contabili, costituisse elemento certo e preciso per dedurre la perdita ai sensi dell’art. 101, comma 5, del TUIR, come modificato dalla legge n. 147 del 2013. La sentenza di primo grado è stata riformata, il ricorso introduttivo è stato accolto e le spese di entrambi i gradi sono state compensate.

Norme richiamate

  • Art. 101, comma 5, d.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR)

    Gli elementi certi e precisi sussistono inoltre nel caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi contabili.

    La cancellazione del credito dal bilancio, quando effettuata secondo i principi contabili applicabili, costituisce elemento certo e preciso sufficiente a riconoscere fiscalmente la perdita su crediti, anche in assenza di una procedura concorsuale.

  • Legge 27 dicembre 2013, n. 147

    La modifica dell’art. 101, comma 5, del TUIR ha ampliato le ipotesi in cui gli elementi certi e precisi della perdita su crediti possono ritenersi sussistenti, includendo la cancellazione del credito dal bilancio secondo i principi contabili.

  • Principio contabile OIC n. 15

    Il principio contabile supporta la cancellazione del credito quando esso viene trasferito insieme ai relativi rischi, come nel caso di una cessione pro soluto. Tale cancellazione può riflettere correttamente l’effettiva inesigibilità o perdita del credito.

  • Art. 58 del d.lgs. n. 546 del 1992

    La produzione di nuovi documenti in appello è stata ritenuta legittima, non essendo stata accolta l’eccezione della società relativa alla tardività della documentazione depositata dall’Ufficio.

  • Art. 12, comma 7, della legge n. 212 del 2000

    La relativa eccezione è stata ritenuta infondata nel caso concreto, poiché l’attività dell’Amministrazione era stata qualificata come controllo documentale e non come verifica fiscale conclusa con un processo verbale di constatazione.

  • Art. 24 della legge n. 4 del 1929

    La mancata notifica di un processo verbale riepilogativo non ha determinato l’illegittimità dell’accertamento, non essendo stata ravvisata un’attività ispettiva soggetta all’obbligo di redazione e notifica del PVC.

  • Sentenza della Corte costituzionale n. 37 del 2015

    È stata richiamata per confermare la possibilità di sottoscrivere l’avviso di accertamento mediante delega conferita dal dirigente a un funzionario, restando la paternità dell’atto in capo al delegante.

  • D.lgs. n. 158 del 2015

    La richiesta di riduzione delle sanzioni è stata assorbita dall’accoglimento dell’appello nel merito e non ha formato oggetto di autonoma decisione.

Massime di principio

  • Quando un credito viene ceduto pro soluto e cancellato dal bilancio in conformità ai principi contabili, tale cancellazione può costituire, ai fini fiscali, elemento certo e preciso per la deduzione della perdita su crediti.
  • La deducibilità non richiede necessariamente l’avvio o la conclusione di una procedura concorsuale, purché la perdita sia effettiva, documentata e coerente con la rappresentazione contabile dell’operazione.
  • La cancellazione contabile non dovrebbe essere meramente discrezionale: occorre dimostrare il trasferimento dei rischi, l’inesigibilità o la perdita del credito e la corretta applicazione dei principi contabili.
  • In caso di cessione pro soluto, la differenza tra il valore nominale del credito e il prezzo di cessione può rappresentare la perdita deducibile, se l’operazione è reale, documentata e contabilmente corretta.
  • La validità di un avviso di accertamento non viene meno per il solo fatto che sia stato sottoscritto da un funzionario diverso dal dirigente, se esiste una delega valida e riconducibile all’organizzazione dell’Ufficio.
  • Le eccezioni procedurali relative a PVC, contraddittorio e termine dilatorio dipendono dalla natura concreta dell’attività svolta dall’Amministrazione: un controllo documentale può non essere soggetto agli stessi obblighi previsti per una verifica fiscale ispettiva.

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