Cassazione Penale, Sentenza n. 38901/2023 del 25/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la conferma della condanna per il reato di cui agli artt. 110 e 73 d.P.R. n. 309/1990; censurate principali vizi: 1) vizio di motivazione e mancata considerazione degli elementi favorevoli (art. 192 c.p.p., art. 533 c.p.p.); 2) mancato confronto probatorio tra la pompa rinvenuta nel pozzo e la scatola trovata nell'officina (assenza di riscontri tecnici sui numeri di matricola); 3) uso di una fonte confidenziale come spunto investigativo e possibile violazione dell'art. 203 c.p.p.; 4) richiesta di riqualificazione del fatto come «di lieve entità» ex art. 73 comma 5 d.P.R. 309/1990; 5) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p.. La difesa sosteneva, in sostanza, che mancassero elementi idonei a dimostrare la consapevolezza e il concorso dell'imputato, prospettando plausibili ricostruzioni alternative (connivenza non punibile, uso personale della droga da parte del Balint).
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta e sufficiente la motivazione dei giudici di merito: la disponibilità materiale e fattuale (es. possesso delle chiavi, scatola con pompa dello stesso modello, contratto preliminare, bolletta intestata al rumeno, monitoraggi congiunti) giustificava la conclusione di concorso nel reato di coltivazione e detenzione di stupefacenti. La Corte ha escluso l'uso probatorio della fonte confidenziale (la stessa è stata valutata solo come spunto investigativo), ha negato la riqualificazione nella fattispecie di lieve entità ex art. 73, comma 5 (valutazione complessiva di numero e dimensioni delle piante, del principio attivo ricavabile e delle modalità di coltivazione) e ha ritenuto legittima la negazione delle attenuanti generiche come apprezzamento insindacabile in sede di legittimità. Conseguentemente la condanna pronunciata in sede di merito resta efficace e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Richiamato come norma sul concorso di persone nel reato; la Corte ricorda che il concorso richiede un apporto consapevole, anche morale o di agevolazione, distinto dalla mera connivenza non punibile
art. 73 d.P.R. n. 309/1990 (commi 1,4,5)
Applicata la disciplina sugli illeciti inerenti stupefacenti: la Corte richiama che la configurazione della "lieve entità" ex comma 5 richiede una valutazione complessiva degli indici indicati dalla norma (mezzi, modalità, quantità e qualità della sostanza, principio attivo ricavabile, destinazione) e non può fondarsi solo sul parametro quantitativo
art. 192 cod. proc. pen.
Richiamato dalla difesa in tema di vizio di motivazione; dalla sentenza emerge che la Corte di cassazione non consente una rinnovata valutazione di merito degli indizi salvo vizio giuridico della motivazione
art. 533 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alle censure sulla motivazione dell'appello; la Corte sottolinea che la critica frammentaria della motivazione è insufficiente per riformare la valutazione di merito
art. 203 cod. proc. pen.
La Corte ha ritenuto che la fonte confidenziale sia stata utilizzata solo come spunto investigativo e non quale elemento probatorio diretto, escludendo dunque la violazione dell'art. 203
art. 62-bis cod. pen.
Richiamata in ordine alle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ribadito che la valutazione delle attenuanti è giudizio di fatto del giudice di merito e risulta insindacabile in Cassazione salvo palese contraddittorietà
art. 133 cod. pen.
Rilevante per la valutazione degli elementi utili ai fini delle attenuanti generiche: il giudice può scegliere l'elemento ritenuto prevalente e non è tenuto a considerare tutti gli elementi favorevoli prospettati dalla difesa
Massime di principio
- La "detenzione" di stupefacenti può essere valutata come disponibilità di fatto anche in assenza di contatto fisico immediato con la sostanza: elementi indiretti (chiavi, strumenti, monitoraggi, attrezzi correlati) possono comprovare la disponibilità.
- La distinzione tra connivenza non punibile e concorso penale dipende dalla presenza di un apporto consapevole che agevoli o consolidi l'attività illecita; la mera conoscenza dell'esistenza dello stupefacente senza contributo idoneo non configura automaticamente il concorso.
- Per riconoscere la fattispecie di "lieve entità" ex art. 73, comma 5 d.P.R. 309/1990 è necessaria una valutazione complessiva degli indici normativamente richiamati (mezzi, modalità, quantità, qualità, principio attivo ricavabile, apparente destinazione): non è sufficiente il solo parametro quantitativo.
- Le censure sulla motivazione in Cassazione non possono produrre una rinnovata valutazione di merito: critiche parziali o alternative ricostruzioni dei fatti sono di norma inammissibili se non dimostrano vizi giuridici della motivazione.
- L'utilizzo di una fonte confidenziale come spunto per le indagini è ammissibile a patto che gli elementi probatori concreti successivamente raccolti non si basino direttamente su dichiarazioni non utilizzabili (la fonte non può sostituirsi alle prove oggettive).
- La concessione delle attenuanti generiche è valutazione discrezionale del giudice di merito e, se motivata, è difficilmente sindacabile in Cassazione; il giudice può fondare il diniego su uno o più elementi ritenuti prevalenti.
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