Cassazione Civile, Sentenza n. 17744/2022 del 31/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione di avvisi di accertamento relativi agli esercizi 1993 e 1994 per il disconoscimento della detrazione IVA relativa a fatture emesse da DO.DO. S.r.l., ritenute per operazioni soggettivamente inesistenti. L'Ufficio, a seguito di verifica sul fornitore, contestava che le fatture fossero emesse da soggetto diverso dall'effettivo fornitore (cartiera). Il giudice di merito ha valutato elementi indiziari quali la mancanza di adeguata organizzazione della fornitrice (assenza di celle frigorifere, un solo automezzo), incongruenze nei documenti di trasporto, rapporti societari e trasferimenti di quote, ritenendo che il cessionario fosse a conoscenza dell'alterità della fatturazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato da SMA S.p.A. Confermato che la CTR, in sede di giudizio di rinvio, ha fornito valutazione motivata e ha ritenuto dimostrato dall'Amministrazione l'esistenza di elementi oggettivi che facevano presumere la consapevolezza della parte contribuente circa la frode IVA a monte. Rigettati i vari motivi di cassazione permanendo la valutazione di merito; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali liquidate in complessivi 10.000 euro e possibile conguaglio contributo unificato.
Norme richiamate
art. 360 cod. proc. civ.
motivi di cassazione invocati (n. 3, 4, 5 del primo comma)
Usato dalla ricorrente per dedurre violazioni di legge e vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto che molti motivi chiedessero in realtà la rivalutazione dei fatti e siano quindi inammissibili o infondati
art. 2697 cod. civ.
Richiamato nella discussione sull'onere della prova; la Corte conferma che, secondo la giurisprudenza eurounitaria, l'amministrazione deve fornire elementi oggettivi che dimostrino la consapevolezza del cessionario
art. 2729 cod. civ.
Invocato dalla ricorrente in relazione al corretto uso delle prove presuntive; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia fatto corretto apprezzamento degli indizi
art. 19 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
Norma sull'IVA e sulla detrazione; la Corte l'ha richiamata nel contesto dell'onere probatorio relativo al diritto alla detrazione e alla necessità di elementi oggettivi in caso di frode
art. 384 cod. proc. civ.
Richiamato dalla ricorrente sul presunto sottrarsi della sentenza al principio di diritto enunciato dal giudice rescindente; la Corte ha escluso che vi sia stata violazione, ritenendo che il giudice del rinvio abbia esaminato e motivato
art. 112 e art. 132 cod. proc. civ.
Richiamati in relazione agli obblighi di motivazione e trattazione delle questioni: la Corte ha ritenuto la motivazione del giudice del rinvio conforme ai parametri costituzionali e di legge
art. 13 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 e art. 1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n. 228
Normativa richiamata in ordine al contributo unificato supplementare; la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale ulteriore versamento
Corte di Giustizia UE, sentenza Mahagében (C-80/11 e C-142/11)
Principio secondo cui spetta all'amministrazione dimostrare, mediante elementi oggettivi, che il cessionario era o avrebbe dovuto essere consapevole che l'operazione si inseriva in una frode. Tale principio è stato richiamato e applicato dal giudice del rinvio
Corte di Giustizia UE, sentenza Kittel (C-439/04 e C-440/04)
Giurisprudenza di riferimento che afferma che la negazione della detrazione è possibile se l'amministrazione dimostra che il diritto alla detrazione è stato esercitato in modo fraudolento; utilizzata quale base concettuale per l'onere probatorio dell'Ufficio
Cass. sentenza n. 28179/2008
Pronuncia rescindente citata nel giudizio di rinvio; la Corte ha chiarito che il principio in essa enunciato non precludeva l'applicazione della disciplina IVA nel caso concreto e che il giudice del rinvio ha comunque fatto riferimento alla giurisprudenza UE successiva
Massime di principio
- In materia di detrazione IVA il diniego per fatture riconducibili a operazioni inesistenti richiede che l'amministrazione fiscale fornisca elementi oggettivi che consentano di ritenere la consapevolezza del cessionario circa la frode a monte; non è sufficiente l'accertamento astratto della inesistenza delle operazioni
- Gli elementi indiziari valutati dal giudice possono essere di natura economica e organizzativa (es. carenza di struttura del fornitore, anomalie nei documenti di trasporto, coincidenze di amministratori/rapporti societari) e vanno valutati nella loro complessità e connessione
- Il contribuente può contrastare l'accertamento con prove dell'effettività dell'operazione (documenti di trasporto coerenti, certificazioni sanitarie, pagamenti tracciati, evidenze logistiche), ma tali elementi devono essere decisivi e adeguatamente dimostrati
- Pronunce e giudicati relativi a tributi diversi (imposte dirette vs IVA) non sono automaticamente vincolanti nell'accertamento dell'IVA; la valutazione del rapporto giuridico IVA richiede un autonomo accertamento
- In Cassazione non è ammessa una rivalutazione dei fatti di merito: i motivi che mirano a rimettere in discussione la valutazione probatoria del giudice del merito sono spesso inammissibili
- Se l'Amministrazione dimostra un quadro indiziario solido, l'onere può ricadere sul contribuente di fornire elementi di segno contrario; la qualità e la tempestività della documentazione di supporto sono quindi decisive
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