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Sentenza

Sentenza n. 11517/2026 - Roma, Sezione 5Q

ricorso avverso il silenzio dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sulla richiesta di appuntamento per la formalizzazione della domanda di visto per motivi di lavoro.

Giustizia amministrativa202603388

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sulla richiesta di appuntamento per la formalizzazione della domanda di visto per motivi di lavoro

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto, ai sensi dell’art. 117 c.p.a., un ricorso avverso il silenzio formatosi sull’istanza diretta ad attivare il procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per lavoro subordinato. Nel corso del giudizio, dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, attivando così il procedimento amministrativo. La sopravvenuta attività dell’amministrazione ha fatto venir meno l’interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponesse all’amministrazione di procedere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., poiché la fissazione dell’appuntamento e l’attivazione del procedimento per il rilascio del visto hanno soddisfatto l’interesse azionato mediante il ricorso avverso il silenzio. Il giudice non ha quindi esaminato nel merito l’eventuale fondatezza dell’inerzia amministrativa. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione dell’enorme numero di richieste di visto gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell’iter legale previsto per la conclusione del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell’amministrazione, utilizzato dal ricorrente per ottenere l’attivazione del procedimento relativo al visto di ingresso.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; la fissazione dell’appuntamento e l’attivazione del procedimento hanno eliminato l’interesse a una pronuncia che imponesse all’amministrazione di procedere.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo richiesto dal ricorrente fa venir meno l’interesse a ottenere una pronuncia di condanna dell’amministrazione a provvedere e determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La fissazione dell’appuntamento necessario per la presentazione di un’istanza di visto, con conseguente attivazione del relativo procedimento, è sufficiente a eliminare l’interesse alla decisione del ricorso contro il silenzio limitatamente all’obbligo dell’amministrazione di procedere; il giudizio non comporta invece una pronuncia sull’esito finale della domanda di visto.
  • Nel ricorso avverso il silenzio, la regolazione delle spese può essere compensata quando il giudice valorizzi il rilevante carico di richieste gravante sull’amministrazione e la complessità dell’iter procedimentale previsto dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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