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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40547/2023 del 05/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputata ha impugnato la sentenza di appello sostenendo un vizio di motivazione relativo alla condizione di procedibilità: in particolare ha dedotto il difetto di querela rispetto al reato di furto aggravato (art. 625 n.7 c.p.). Il controllo degli atti ha rilevato che l'unico atto inviato dalla Procura era una mera denuncia, priva della chiara espressione di volontà punitiva propria della querela; pertanto mancava la condizione di procedibilità richiesta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo non inammissibile e fondato. Considerata la normativa sulla c.d. Riforma Cartabia e la differenza temporale di entrata in vigore (differimento al 30/12/2022), ha comunque rilevato che non si era formato un giudicato sostanziale prima della proposizione del ricorso; di conseguenza ha accertato il difetto della querela e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché l'azione penale non può essere proseguita per difetto di querela.

Norme richiamate

  • Codice penale

    artt. 81, 624, 625 n.4 e n.7; art. 62 n.4

    Gli articoli indicano i reati e le circostanze (furto, aggravanti e attenuante) contestate; la decisione ha ritenuto che per il reato aggravato ex art. 625 n.7 fosse necessaria la querela come condizione di procedibilità e che la sua assenza comporta l'improcedibilità dell'azione penale.

  • D.Lgs. 10 ottobre 2022, n.150 ("Riforma Cartabia")

    Ha introdotto modifiche procedurali (es. nuovo art. 99-bis) che incidono sulla procedibilità di taluni reati. La Corte ha valutato l'effetto della riforma in relazione alle tempistiche processuali, ritenendo ammissibile rilevare il difetto di querela post riforma se non è intervenuto giudicato sostanziale.

  • D.L. 31 ottobre 2022, n.162 ("decreto rave"), convertito in L. 30 dicembre 2022, n.199

    Ha differito l'entrata in vigore della Riforma Cartabia dal 1/11/2022 al 30/12/2022; tale differimento è rilevante per stabilire quale disciplina di procedibilità applicare nel caso concreto.

  • D.Lgs. 150/2022 art.2

    Con l'art.2 alcuni reati sono stati resi procedibili a querela; la Corte ha interpretato che la modifica non impedisce di rilevare il difetto di querela se, al momento della proposizione del ricorso, non si era formato giudicato sostanziale.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. U, n. 40150 del 21/6/2018 (Salatino), Rv. 273551

    Principio secondo cui, in assenza di giudicato sostanziale, è possibile far valere questioni di procedibilità anche successivamente; utilizzato per sostenere che il vizio di procedibilità non era precluso.

Massime di principio

  • Per i reati la cui procedibilità è condizionata a querela, l'assenza di una querela valida (cioè di un atto che esprima chiaramente la volontà di punire) determina il difetto di procedibilità e l'improcedibilità dell'azione penale.
  • Una "denuncia" non equivale alla "querela": la qualificazione e il contenuto dell'atto sono essenziali per verificare la sussistenza della condizione di procedibilità.
  • Le modifiche legislative che mutano la procedibilità (es. rendendo un reato procedibile a querela) richiedono attenzione alla data di entrata in vigore; comunque, se non è intervenuto giudicato sostanziale, il difetto di procedibilità può essere fatto valere anche dopo la riforma.
  • Se il vizio di procedibilità sussiste e l'azione non può essere proseguita, la Corte può annullare la sentenza senza rinvio (improcedibilità), perché manca la condizione per proseguire il processo.
  • È opportuno verificare sempre gli atti inviati dalla Procura per accertare se siano presenti o meno atti idonei a configurare la querela o un'istanza di punizione; la mera trasmissione di una denuncia può risultare insufficiente.

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