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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7177/2024 del 16/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che ha negato l'applicazione della continuazione tra circa 24 sentenze irrevocabili. Sosteneva, in particolare, la sussistenza di una continuazione parziale tra la sentenza n. 23 (Corte d'appello de L'Aquila, 15/02/2006) e altre sentenze già riunite, ritenendo i fatti omogenei, commessi in modo continuato in un territorio delimitato e motivati da stato di disoccupazione e necessità di sostentamento familiare. Denunciava inoltre genericità nella valutazione del giudice dell'esecuzione nel non esaminare puntualmente i raggruppamenti di sentenze proposti dalla difesa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha richiamato i criteri per il reato continuato (unicità del disegno criminoso con pianificazione antecedente, indici esteriori come contiguità spazio-temporale, omogeneità delle fattispecie, similitudine del modus operandi, partecipazione degli stessi soggetti) e ha ritenuto che il Tribunale di Teramo abbia correttamente escluso la continuazione: i reati riguardavano fattispecie molto diverse (furto, rapina, detenzione di armi, lesioni, sequestro, violenza sessuale, ecc.), consumate in aree geografiche diverse e in un arco temporale molto ampio (anni 1972-1999), senza elementi che dimostrassero una risoluzione criminosa unitaria. Inoltre la lunga carriera delinquenziale e la recidiva del condannato non bastano a dimostrare l'unità di ideazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento della somma alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Riferimento al criterio di concessione del trattamento sanzionatorio favorevole in caso di continuazione; la Corte ha ritenuto non applicabile il beneficio per l'assenza dell'unicità del disegno criminoso e in presenza di recidiva.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese e al versamento alla cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile; applicata per la condanna del ricorrente.

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)

    Principio secondo cui il riconoscimento della continuazione richiede verifica di indicatori concreti (omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, sistematicità) e che i reati successivi dovevano essere programmati almeno nelle linee essenziali al momento del primo.

  • Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008 (Di Maria)

    Affermata la necessità che l'unicità del disegno criminoso presupponga una progettazione unitaria e antecedente nella mente del reo, desumibile da indici esteriori significativi.

  • Sez. 1, n. 37555 del 13/11/2015 (Bottari)

    Richiesta la individuazione, fin dal primo episodio, di tutti i successivi almeno nelle connotazioni fondamentali, non potendo basarsi su un programma meramente generico.

Massime di principio

  • Per riconoscere la continuazione è necessario dimostrare che, al momento del primo reato, il reo avesse già programmato almeno nelle linee essenziali gli altri reati.
  • Indicatori decisivi: omogeneità delle fattispecie, contiguità spazio-temporale, identità o somiglianza del modus operandi, costante compartecipazione degli stessi soggetti e motivazione unitaria.
  • La semplice abitualità a delinquere, la lunga carriera criminale o la recidiva non sostituiscono l'elemento intellettivo dell'unicità di ideazione e non sono sufficienti per riconoscere la continuazione.
  • Un arco temporale molto ampio e la commistione di reati di natura diversa e commessi in luoghi diversi scoraggiano il riconoscimento della continuazione.
  • In sede esecutiva si applicano gli stessi criteri del giudizio di cognizione: il giudice deve motivare in modo analitico l'accoglimento o il rigetto delle richieste di ricomprensione dei reati in un disegno unitario.

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