Sentenza n. 3068/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza alla sentenza n.400/2025 del Tribunale di Milano Sezione Lavoro
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero all'erogazione della Carta Docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto in suo favore il beneficio economico di euro 500,00 annui tramite Carta Docente, per complessivi euro 1.500,00, oltre interessi o rivalutazione. La sentenza era stata notificata al Ministero il 24 gennaio 2025; decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, l'Amministrazione non aveva effettuato alcun pagamento, neppure parziale. Il ricorrente ha quindi domandato l'accertamento dell'inottemperanza, l'ordine di pagamento, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna alle spese.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che il titolo giudiziale era passato in giudicato, era stato ritualmente notificato ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento. La documentazione in atti e le dichiarazioni del ricorrente dimostravano l'assenza di pagamenti; il Ministero, pur costituito, non aveva contestato né l'esistenza né l'entità del credito e aveva depositato una memoria di stile senza fornire indicazioni sull'adempimento. Il TAR ha pertanto accertato l'inottemperanza e ordinato al Ministero di effettuare integralmente i pagamenti entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, con facoltà di delega, incaricandolo di provvedere entro 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di accertare l'inottemperanza e impartire gli ordini necessari all'esecuzione del giudicato, inclusa la nomina di un commissario ad acta.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il pagamento delle somme dovute in esecuzione del titolo giudiziale può essere preteso dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo all'Amministrazione.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
È la disposizione richiamata nel titolo esecutivo quale fondamento del beneficio economico della Carta Docente, pari a euro 500,00 annui.
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
È la disposizione richiamata dal titolo esecutivo per il riconoscimento di interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto alla concreta attribuzione.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è accoglibile quando il titolo giudiziale passato in giudicato è stato ritualmente notificato, è decorso il termine dilatorio previsto per l'adempimento delle obbligazioni pecuniarie della pubblica amministrazione e l'Amministrazione non ha eseguito la condanna.
- In sede di ottemperanza, la mancata contestazione da parte dell'Amministrazione dell'esistenza e dell'entità del credito, unitamente all'assenza di pagamenti anche parziali, consente di accertare l'inottemperanza e di ordinare il pagamento integrale delle somme dovute.
- Il giudice dell'ottemperanza può assegnare all'Amministrazione un termine per adempiere e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire in caso di inutile decorso del termine, ponendo a carico dell'Amministrazione inadempiente le spese dell'attività commissariale.
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