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Legge

L.R. Lombardia 3/2021

Razionalizzazione e revisione delle norme di rendicontazione al Consiglio regionale

Normativa regionaleL.R. Lombardia 3/2021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Lombardia 25 marzo 2021, n. 3 razionalizza e uniforma gli obblighi di rendicontazione al Consiglio regionale: abroga alcuni adempimenti obsoleti e introduce o aggiorna clausole valutative e relazioni periodiche su ambiente, trasporti, lavoro, sociale, cultura, sicurezza, sanità, agricoltura e commercio. Non contiene misure temporanee, ma interviene in modo stabile su molte leggi regionali vigenti.

Razionalizzazione delle rendicontazioni al Consiglio regionale e inserimento di clausole valutative in numerose leggi lombarde

Razionalizzazione delle rendicontazioni al Consiglio regionale

La legge regionale Lombardia n. 3 del 25 marzo 2021 riorganizza gli obblighi informativi verso il Consiglio regionale, eliminando alcuni adempimenti ritenuti superati e inserendo o aggiornando clausole valutative in numerose leggi settoriali. L’obiettivo è rafforzare il controllo consiliare sull’attuazione delle leggi e sulla valutazione delle politiche regionali.

Finalità generali

Il provvedimento interviene solo sulle norme regionali che prevedono informazioni, relazioni o rendicontazioni al Consiglio regionale sugli effetti delle politiche pubbliche. La logica complessiva è quella di rendere più omogenei, coerenti e utili per il controllo politico-amministrativo i flussi informativi trasmessi dalla Giunta e dagli altri soggetti attuatori.

Abrogazioni e semplificazioni delle rendicontazioni

La legge elimina alcuni obblighi di relazione o di comunicazione considerati ridondanti, tra cui parti di discipline su acque minerali, credito all’artigianato, autonomia locale, tutela dei consumatori e gestione dei parchi. In generale, vengono soppressi riferimenti a relazioni annuali o adempimenti informativi non più coerenti con il nuovo assetto di monitoraggio.

Clausole valutative inserite o aggiornate nelle leggi settoriali

La parte più ampia del provvedimento consiste nell’introduzione o nel rinnovo di clausole valutative, cioè relazioni periodiche con cui la Giunta informa il Consiglio sugli esiti concreti delle politiche regionali. Le clausole riguardano, tra le altre, aree protette, carburanti agevolati, inserimento lavorativo delle persone con disabilità, amianto, qualità dell’aria, trasporti, leva civica, barriere architettoniche, dipendenze patologiche, programmazione economico-finanziaria, rifiuti, tempi delle città, mercato del lavoro, montagna, politiche sociali, minori, violenza di genere, gioco d’azzardo patologico, legalità, cultura, agricoltura, sanità e commercio.

Periodicità delle relazioni e contenuti richiesti

Le frequenze variano a seconda della materia: annuale, biennale o triennale. Le relazioni devono descrivere, di regola, interventi realizzati, risorse impiegate, beneficiari, risultati raggiunti, criticità emerse e soluzioni adottate. In diversi casi è previsto l’accesso ai dati raccolti, la possibilità per il Comitato paritetico di controllo e valutazione e per le Commissioni consiliari di formulare quesiti specifici, e la pubblicazione degli esiti dell’esame consiliare.

Modifiche ai testi unici e rendicontazione omogenea

La legge interviene anche sui testi unici regionali in materia di agricoltura, sanità e commercio, sostituendo o abrogando vecchie previsioni di rendicontazione e introducendo clausole valutative più strutturate. Per sanità e commercio vengono introdotte relazioni biennali sul complesso delle politiche di settore; per l’agricoltura una relazione biennale sulle principali azioni e sul Programma di sviluppo rurale.

Valutazione complessiva sull’attualità

L’atto è tuttora utile perché ha introdotto una disciplina stabile di monitoraggio e valutazione su molte politiche regionali lombarde; non riguarda eventi o esercizi chiusi, ma un assetto organizzativo ancora rilevante. Non è quindi da considerarsi obsoleto.

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