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Sentenza

Sentenza del 20/01/2020 n. 4 - Comm. Trib. Prov. Piacenza

Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi - interposizione di persona ex art. 37, comma 3, d. P. R. n. 600 del 1973 - ambito di applicazione - uso improprio di legittimi strumenti negoziali - compatibilità - fattispecie in tema di costituzione di società di capitali - distinzione tra interposizione fittizia e reale - irrilevanza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

impugnazione di un atto di accertamento fondato sull'applicazione dell'art. 37, comma 3, d.P.R. n. 600/1973 (disciplinante l'interposizione di persona) che aveva ritenuto che la costituzione della società di capitali costituisse interposizione al fine di eludere il regime fiscale applicabile all'attività svolta in precedenza dal professionista

La decisione

la Commissione Tributaria Provinciale ha accolto il ricorso del contribuente ritenendo che, nel caso concreto, non fosse dimostrata un'uso improprio o deviato dello strumento societario finalizzato all'elusione fiscale. La sentenza distingue tra interposizione fittizia (simulazione) e situazione in cui la costituzione della società sia reale e funzionale a una ragione economica non elusiva; quindi l'accertamento è stato annullato e l'operazione qualificata come legittimo utilizzo di uno strumento negoziale

Norme richiamate

  • art. 37, comma 3, d.P.R. n. 600/1973

    la norma anti-interposizione va applicata come espressione del divieto di abuso del diritto: non richiede necessariamente frode, ma l'accertamento è legittimo quando risulta un uso improprio, ingiustificato o deviato di uno strumento giuridico che elude il regime fiscale dell'operazione economica sostanziale

  • principio generale del divieto di abuso del diritto

    principio interpretativo secondo cui sono rilevanti gli atti che, pur formalmente legittimi, sono posti in essere con l'obiettivo prevalente di eludere norme tributarie; l'applicazione alla fattispecie impone un'analisi di sostanza economica e scopo dell'operazione

Massime di principio

  • L'art. 37, comma 3, DPR 600/1973 si applica quando vi sia un uso improprio, ingiustificato o deviato di uno strumento giuridico finalizzato ad eludere il regime fiscale dell'operazione sostanziale; non è necessario dimostrare la frode formale.
  • La mera costituzione di una società di capitali non costituisce di per sé interposizione: occorre valutare la sostanza economica, l'effettività dell'attività societaria, autonomia decisionale, controllo, modalità di remunerazione e prove che l'ente sia stato creato principalmente per eludere le imposte.
  • Deve essere fatta distinzione tra interposizione fittizia (simulazione totale o parziale) e interposizione reale: se la società svolge effettivamente l'attività con strutture, contratti, fatturazione e autonomia, l'atteggiamento è generalmente compatibile con l'uso legittimo dello strumento societario.
  • L'onere probatorio grava sull'Amministrazione finanziaria quando pretende di qualificare come interposizione operazioni formalmente legittime: essa deve dimostrare lo scopo elusivo e l'uso deviante dello strumento giuridico.
  • Per difendersi in situazioni analoghe conviene documentare la sostanza economica dell'operazione (contratti, attività effettive, autonomia gestionale, flussi finanziari, motivazioni economiche e temporizzazione dell'operazione) per provare l'assenza di scopo elusivo.

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