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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07939/2025 del 25/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (curatela fallimentare)

La controversia

Una società proprietaria di un grande complesso immobiliare sito a Napoli aveva agito contro il Comune per ottenere, da un lato, l'accertamento dell'obbligo dell'ente di rimuovere i rifiuti e bonificare l'area occupata abusivamente da persone di etnia Rom e, dall'altro, il risarcimento dei danni per il mancato godimento del bene, la perdita di chance, i costi sostenuti a seguito degli incendi e i costi di ricostruzione. Il Tribunale aveva respinto la domanda risarcitoria e dichiarato il difetto di giurisdizione sulla domanda di rimozione dei rifiuti; la Corte d'appello, dopo il fallimento della società, aveva riformato in parte la decisione condannando solo il Comune al risarcimento, ritenendo che l'inerzia dell'ente nell'attivare lo sgombero mediante ordinanza contingibile e urgente ex art. 50, comma 5, TUEL avesse causato il danno, e aveva escluso la legittimazione passiva del Ministero dell'Interno. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 50 e 54 TUEL: ha sostenuto, in primo luogo, che il potere di ordinanza contingibile e urgente non sarebbe esercitabile a tutela della mera proprietà privata, in assenza di specifiche esigenze di igiene, sanità o sicurezza pubblica; in secondo luogo, ha affermato che, trattandosi di potere esercitato dal Sindaco quale ufficiale di governo, la responsabilità avrebbe dovuto gravare sul Ministero dell'Interno e non sul Comune.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile la prima censura perché non coglieva la ratio decidendi della sentenza d'appello, che aveva fondato la doverosità dell'ordinanza non sulla sola tutela della proprietà privata, ma su un più ampio interesse alla tutela di beni pubblici importanti nell'ambito di una vicenda territorialmente locale. Ha ritenuto infondata la seconda censura, affermando che, quando l'ordinanza contingibile e urgente riguarda interessi riferibili esclusivamente alla circoscrizione territoriale dell'ente, il Sindaco agisce quale rappresentante della comunità locale e la legittimazione passiva spetta esclusivamente al Comune, non al Ministero dell'Interno. La Corte ha quindi confermato la condanna del Comune al risarcimento e ha posto a suo carico le spese di legittimità, oltre al contributo unificato aggiuntivo.

Norme richiamate

  • art. 50, comma 5, d.lgs. n. 267/2000 (TUEL)

    Il potere di ordinanza contingibile e urgente spetta al Sindaco nelle situazioni di interesse esclusivamente locale, quale rappresentante della comunità locale; quando la vicenda rientra nell'ambito territoriale dell'ente, la legittimazione passiva per l'inerzia nell'esercizio di tale potere grava sul Comune.

  • art. 54 d.lgs. n. 267/2000 (TUEL)

    È richiamato dal ricorrente per sostenere una diversa attribuzione del potere, ma la Corte rileva che la sentenza d'appello ha deciso sulla base dell'art. 50, comma 5, TUEL e non dell'art. 54.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Norma invocata come parametro del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 380-bis.1, comma 2, c.p.c.

    Richiamato per la trattazione camerale e il deposito dell'ordinanza nei sessanta giorni successivi all'adunanza.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Applicato per il raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente, essendo il ricorso successivo al 30 gennaio 2013.

  • art. 677 c.p.

    Citato solo nel racconto dei fatti, per indagini a carico del legale rappresentante, senza incidenza sulla decisione.

Massime di principio

  • Quando il motivo di ricorso censura la decisione d'appello per una ragione diversa da quella effettivamente posta a base della pronuncia impugnata, la censura è inammissibile per difetto di specificità e mancato confronto con la ratio decidendi.
  • L'ordinanza contingibile e urgente del Sindaco ex art. 50, comma 5, TUEL, se adottata o omessa in una vicenda riferibile esclusivamente all'ambito territoriale dell'ente, è imputabile al Comune quale ente locale e non allo Stato o al Ministero dell'Interno.
  • La legittimazione passiva per i danni derivanti dall'inerzia nell'esercizio di poteri contingibili e urgenti va riferita al soggetto titolare della funzione nel caso concreto, distinguendo tra esercizio come rappresentante della comunità locale e esercizio quale ufficiale di governo.
  • Il sindaco non può essere chiamato a rispondere in quanto organo statale quando la vicenda riguarda interessi esclusivamente locali e la fonte della responsabilità è l'omesso esercizio di un potere attribuito dal TUEL all'ente locale.
  • In sede di legittimità, la contestazione deve confrontarsi con l'esatta qualificazione giuridica data dal giudice di merito al potere esercitato e al titolo della responsabilità, altrimenti il motivo non supera il vaglio di ammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResponsabilità della PA
RamiProcesso civileResponsabilità civileContratti
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

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