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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21060/2024 del 29/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione per omessa risposta della Corte di appello alla istanza, formulata nell'atto di appello, di esclusione della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, disponendone l'eliminazione. Motivo: la Corte di appello aveva rideterminato la pena principale ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. in due anni e nove mesi di reclusione (inferiore a tre anni) e, per tale diversa entità della pena principale, la pena accessoria non poteva essere confermata.

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Viene applicato come base per la rideterminazione della pena in sede d'appello (accordo/concordamento sulla pena) che ha portato alla diminuzione della pena principale.

  • art. 73, commi 1-4, DPR 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sostanziale che disciplina il reato contestato all'imputato (stupefacenti); su tale fattispecie è stata pronunciata la condanna di merito.

Massime di principio

  • Quando la pena principale viene ridotta in appello (anche per accordo ai sensi dell'art. 599-bis), occorre verificare la compatibilità delle pene accessorie con la nuova entità della pena: se la nuova pena principale è al di sotto della soglia prevista per l'accessorio, quest'ultimo deve essere eliminato.
  • La Corte d'appello è obbligata a motivare espressamente sulle richieste della difesa relative all'esclusione delle pene accessorie; l'omessa valutazione può costituire motivo di cassazione.
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio limitatamente alla pena accessoria quando sia evidente, dal nuovo ammontare della pena principale, che l'accessorio non può essere mantenuto, evitando così un nuovo giudizio di merito.
  • In casi di concordato o di rideterminazione della pena, le parti (e in particolare la difesa) devono porre esplicitamente la questione delle pene accessorie nell'appello per ottenere una pronuncia chiara e completa del giudice di appello.
  • È buona prassi, per la difesa, ottenere espressa statuizione sull'eventuale esclusione o modifica delle pene accessorie in sede di impugnazione per prevenire ulteriori impugnazioni in Cassazione.

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