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Sentenza

Sentenza del 23/01/2018 n. 242 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Processo tributario - Atti impugnabili - Estratto di ruolo.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente ha impugnato l'estratto di ruolo contestando, in sostanza, la possibilità di far valere le pretese iscritte a ruolo in assenza della prova che le cartelle di pagamento presupposte fossero state notificate in modo effettivo e regolare. L'Agente della riscossione non ha dimostrato in giudizio l'avvenuta notificazione delle cartelle.

La decisione

La mancata dimostrazione, da parte dell'Agente della riscossione, della regolare notifica delle cartelle presupposte rende ammissibile l'impugnazione dell'estratto di ruolo acquisito dal contribuente. La decisione si risolve quindi a favore del contribuente sul piano dell'ammissibilità del ricorso, poiché l'estratto di ruolo può essere contestato quando il contribuente non abbia ricevuto regolare notificazione degli atti precedenti e tale circostanza sia contestata in giudizio.

Massime di principio

  • L'estratto di ruolo può essere impugnabile quando rappresenta il primo atto attraverso il quale il contribuente viene a conoscenza della pretesa tributaria, in particolare se l'Agente della riscossione non prova la precedente notifica della cartella.
  • In caso di contestazione della notifica, l'Agente della riscossione deve fornire prova documentale dell'avvenuta e regolare notificazione delle cartelle presupposte; la mera esistenza dell'iscrizione a ruolo non è sufficiente.
  • La mancata prova della notifica degli atti presupposti può consentire al contribuente di contestare la pretesa anche dopo aver acquisito l'estratto di ruolo, senza che l'impugnazione sia dichiarata inammissibile per mancata tempestiva contestazione della cartella.
  • La decisione riguarda principalmente l'ammissibilità dell'impugnazione: non implica automaticamente che il debito tributario sia inesistente, ma che il contribuente può far valere in giudizio i vizi relativi alla mancata o irregolare notificazione degli atti presupposti.

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