Cassazione Civile, Sentenza n. 15685/2024 del 05/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d’appello di Bari che aveva respinto i ricorsi avverso la delibera CONSOB n. 20584/2018, con cui erano state irrogate sanzioni pecuniarie alla Banca Popolare di Bari e ad esponenti aziendali per la violazione dell'art. 94, comma 2, TUF: nei prospetti per gli aumenti di capitale 2014 e 2015 la banca avrebbe omesso informazioni complete circa la determinazione del prezzo d'offerta (in particolare non furono riportati gli intervalli di valorizzazione e le metodologie e i range di valore emersi dalle perizie Deloitte, che avrebbero indicato prezzi inferiori). Le censure riguardavano, tra l'altro, la presunta tardività della contestazione ex art. 195 TUF, l'errata applicazione della disciplina sanzionatoria ratione temporis (d.lgs. 72/2015), vizi di motivazione, l'irragionevolezza dell'obbligo di indicare metodi non adottati e la imputabilità delle violazioni ai singoli amministratori e sindaci.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi. Ha confermato la correttezza della Corte d'appello di Bari sul punto della tempestività della contestazione (il termine decorre dal momento in cui CONSOB è in grado di adottare le decisioni, non dalla mera ricezione iniziale di atti ispettivi), sull'applicazione ratione temporis della previgente disciplina sanzionatoria (le norme successive non si applicano retroattivamente alle condotte già perfezionate) e sulla sussistenza della violazione dell'art. 94 TUF per incompletezza informativa dei prospetti 2014/2015 (mancata indicazione degli intervalli e delle metodologie rilevanti utilizzate da Deloitte). Ha altresì ritenuto legittima l'attribuzione di responsabilità agli amministratori e ai sindaci per omissione di vigilanza anche quando esistono deleghe, con specifica considerazione delle cariche più qualificate ai fini della quantificazione delle sanzioni. I ricorrenti sono stati anche condannati alle spese di cassazione in solido.
Norme richiamate
art. 94 TUF
il prospetto contiene, in una forma facilmente analizzabile e comprensibile, tutte le informazioni ... necessarie affinché gli investitori possano pervenire ad un fondato giudizio
Il prospetto deve contenere non solo le informazioni minime previste dai regolamenti UE, ma tutte le informazioni adattate al caso concreto; in assenza di mercato liquido, occorre indicare metodo di determinazione del prezzo e informazioni rilevanti (anche intervalli e metodologie analizzate) per consentire una scelta consapevole
art. 195 TUF
termine di decadenza per la contestazione degli illeciti
Il termine decorre dal giorno in cui l'autorità (CONSOB) è in grado, dopo attività ispettiva e istruttoria, di adottare le decisioni; non coincide automaticamente con la mera ricezione di una notizia da altra autorità
art. 191 TUF (ratione temporis)
sanzionava 'chiunque' effettua un'offerta al pubblico in violazione degli articoli 94 ...
La norma attribuisce responsabilità anche a soggetti diversi dall'emittente se coinvolti nell'offerta pubblica; è stata applicata nella formulazione prevalente ratione temporis per le condotte contestate
d.lgs. n. 72/2015 (art. 6 e regime transitorio)
art. 6, comma 2 e comma 3 (disciplina transitoria e modifiche sanzionatorie)
Le modifiche sanzionatorie introdotte dal d.lgs. 72/2015 non si applicano automaticamente alle violazioni commesse anteriormente se la disciplina transitoria lo preclude; la Corte ha confermato l'applicazione della normativa previgente ratione temporis
Regolamento (CE) n. 809/2004 Allegato III, par. 5.3.1
in tema di 'Informazioni minime da includere nella nota informativa sugli strumenti finanziari relativa ad azioni' – prevedeva l'indicazione del prezzo al quale saranno offerti gli strumenti finanziari e, se il prezzo non è noto, il metodo di determinazione
Fornisce informazioni minime ma non esaustive; l'art. 94 TUF ha portata più ampia e impone l'integrazione delle informazioni in base alle circostanze (es. assenza di mercato liquido)
art. 8, comma 1, legge n. 689/1981 (cumulo giuridico)
Principio applicato per il cumulo delle sanzioni relative a violazioni connesse, individuando la violazione più grave cui riferire la sanzione aggregata
Parziale giurisprudenza costituzionale e comunitaria (Corte Cost. n. 63/2019; CGUE Di Puma C-596/16)
Richiamate per i principi sulla retroattività della lex mitior in materia sanzionatoria e sulla natura 'penale' di alcune sanzioni amministrative; la Corte ha distinto le sanzioni oggetto di quelle pronunce dalle sanzioni applicate nel caso concreto
Massime di principio
- Quando non esiste un mercato consolidato e liquido per un titolo, il prospetto deve fornire non solo il prezzo d'offerta ma informazioni aggiuntive utili alla formazione del giudizio (metodi di pricing, intervalli di valore emersi da perizie, criteri valutativi), anche se alcune metodologie non sono state effettivamente adottate, se esse sono state oggetto di analisi rilevante nella valutazione
- Il termine di decadenza per la notifica delle violazioni amministrative decorre dal momento in cui l'autorità competente è in grado, dopo l'attività ispettiva e istruttoria, di adottare la decisione: non basta la mera ricezione di documenti da altra autorità se non è acquisito e valutato l'intero quadro istruttorio
- La responsabilità degli amministratori (anche non esecutivi e indipendenti) e dei sindaci può essere individuata per omissione di vigilanza: deleghe non esonerano gli altri membri dall'obbligo di informarsi, vigilare e attivarsi se emergono segnali d'allarme che l'esercizio diligente della carica avrebbe reso percepibili
- La qualificazione ratione temporis della disciplina sanzionatoria è cruciale: l'applicazione di norme più favorevoli postume (lex mitior) resta soggetta ai criteri di retroattività e alla natura delle sanzioni; va valutato caso per caso se e come si applicano le modifiche normative
- Onere della prova: chi invoca l'esimente della buona fede o un affidamento legittimante (es. atti positivi dell'autorità) deve provare atti concreti che hanno indotto tale affidamento; l'inerzia o ritardi dell'autorità non costituiscono di per sé elemento esimente
- La valutazione dell'adeguatezza del prospetto rispetto all'art. 94 TUF è in prima battuta compito del giudice del merito (apprezzamento di fatto e di adeguatezza informativa), sindacabile in Cassazione solo per vizi di diritto o manifesta illogicità
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