Cassazione Penale, Sentenza n. 47672/2024 del 31/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del 28/05/2024 del Tribunale di Catanzaro che, in sede di riesame ex art. 309 c.p.p., aveva sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente contestava di essere stato ritenuto partecipante a un'associazione dedita al narcotraffico (art. 74 d.P.R. 309/1990) nonostante non avesse fornito un contributo "stabile e dinamico", senza pactum scelens e senza affetto societatis; deduceva inoltre errata identificazione del "Bruno" citato nelle intercettazioni e sosteneva che i suoi rapporti fossero limitati nel tempo e circoscritti ai fratelli Turboli.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per motivi non consentiti, generico e manifestamente infondato. La Corte ha ritenuto congrua e logica la motivazione del riesame che, sulla base di conversazioni ambientali e telefoniche, ha documentato attività di confezionamento, vendita e gestione contabile dello stupefacente imputate al Calvelli, configurando un contributo consapevole e apprezzabile all'associazione ai sensi dell'art. 74 DPR 309/1990. La Corte ha inoltre osservato che la doglianza sulla identificazione del "Bruno" era generica e non dimostrava in che modo l'eventuale esclusione di quelle intercettazioni avrebbe svuotato il quadro indiziario complessivo. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
Disciplina il riesame in materia cautelare; la Corte rileva che la valutazione di fatto e degli indizi compete al giudice del merito e che in Cassazione è possibile verificare solo la correttezza e la logicità della motivazione
art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
La partecipazione all'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti può ricavarsi anche da contributi operativi (confezionamento, vendita, contabilità); è sufficiente un contributo consapevole, apprezzabile e funzionale all'esistenza o al rafforzamento del sodalizio, senza necessità di una posizione direttiva
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese e la possibilità di una somma a favore della Cassa delle ammende per ricorsi inammissibili; applicata per irrogare la sanzione pecuniaria di 3.000 euro
Massime di principio
- In sede di Cassazione non è ammessa una rivalutazione globale del materiale probatorio: il ricorso deve evidenziare vizi giuridici o illogicità manifeste nella motivazione del giudice del merito
- Per l'integrazione del reato previsto dall'art. 74 DPR 309/1990 non è necessario un ruolo direttivo: attività ripetute e funzionali (confezionamento, vendita, gestione contabile) possono sufficiente a configurare la partecipazione
- Intercettazioni ambientali e telefoniche che documentano attività coordinate e continuative tra indagati costituiscono indizi rilevanti e, se inserite in un compendio complesso e coerente, difficilmente vengono disintegrate da censure generiche
- La contestazione di una possibile errata identificazione in una singola intercettazione richiede una specifica rappresentazione di come l'espunzione sul piano probatorio incida in termini tali da svuotare il quadro indiziario complessivo
- Ricorsi formulati in modo generico o come richiesta di diversa valutazione degli stessi elementi probatori possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e a sanzioni a favore della Cassa delle ammende
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