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Sentenza

Sentenza n. 2214/2026 - Napoli, Sezione 4

per l'annullamento - della Determinazione dirigenziale di affidamento della Procedura negoziata ex art. art. 50, comma 1 lett. e) del d.lgs. n. 36/2023 per l’affidamento del servizio di somministrazione pasti – colazione, pranzo e cena – in servizio di catering per i corsi di formazione presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato per il periodo stimato dal 01.07.25 al 31.12.2025 a favore della-OMISSIS-; - del verbale recante approvazione degli esiti della gara; - dei verbali di gara per l’affidamento del servizio di refezione scolastica; - del disciplinare e capitolato e se ed in quanto lesivo degli interessi della ricorrente; - del rigetto della istanza di rettifica; e d’ogni altro provvedimento lesivo degli interessi della ricorrente e che le pregiudicano il diritto di ottenere la aggiudicazione e la declaratoria di inefficacia del contratto, se medio tempore stipulato; e per la condanna della stazione appaltante al risarcimento in forma specifica, mediante aggiudicazione del servizio di gara e stipula del contratto o subentro nel contratto eventualmente stipulato, ovvero, in subordine, al risarcimento per equivalente dei danni subiti in conseguenza dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati; nonché per la declaratoria di inefficacia del contratto di appalto ove medio tempore stipulato e per il subentro della ricorrente nell’aggiudicazione e nel contratto.

Giustizia amministrativa202504839

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: aggiudicazione di una procedura negoziata per il servizio di somministrazione pasti presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato, unitamente agli atti di gara e al rigetto dell'istanza di rettifica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'aggiudicazione del servizio e gli atti della procedura, chiedendo anche la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato, il subentro o, in subordine, il risarcimento per equivalente. La censura centrale riguardava l'attribuzione del punteggio tecnico relativo alla disponibilità e alla prossimità del centro di cottura indicato dall'aggiudicataria. Secondo la ricorrente, l'aggiudicataria non avrebbe dimostrato l'effettiva disponibilità, operatività e idoneità del centro di cottura al momento della partecipazione e, pertanto, non avrebbe dovuto ottenere il relativo punteggio. In via preliminare, la stazione appaltante aveva eccepito la tardività del ricorso, sostenendo che il termine di trenta giorni decorresse dalla determinazione di aggiudicazione del 26 giugno 2025. Il TAR ha ritenuto tempestiva l'impugnazione, poiché l'istanza di accesso era stata presentata il 7 luglio 2025 e l'amministrazione aveva reso disponibili gli elementi necessari alla piena articolazione delle censure soltanto il 30 luglio 2025; il ricorso era stato notificato e depositato il 28 settembre 2025, tenendo conto della sospensione feriale dei termini. Nel merito, la ricorrente sosteneva che la lex specialis imponesse la disponibilità immediata di un centro di cottura effettivamente operativo e che l'offerta dell'aggiudicataria fosse inidonea a comprovare tale requisito. Contestava inoltre la concreta idoneità del centro indicato, richiamando anche esposti o denunce penali e precedenti giurisprudenziali relativi a fattispecie diverse.

La decisione

Il TAR ha rigettato l'eccezione di tardività, ritenendo che il termine di impugnazione decorresse dal momento in cui, mediante l'accesso, la concorrente aveva acquisito conoscenza piena ed effettiva degli atti lesivi e delle ragioni utili a formulare le censure, così da evitare un ricorso al buio. Ha tuttavia respinto il ricorso nel merito. La lettera di invito non imponeva la disponibilità effettiva e immediata di un centro di cottura già operativo al momento della presentazione dell'offerta. Essa richiedeva l'autorizzazione sanitaria per la preparazione degli alimenti e la disponibilità di automezzi idonei al trasporto, mentre la prossimità del centro di cottura era prevista nel paragrafo dedicato alla valutazione delle offerte, quale elemento premiale del ciclo di distribuzione dei pasti, misurato attraverso il tempo di percorrenza. La lex specialis valorizzava quindi una soluzione organizzativa prospettata e verificabile ex ante, non la dimostrazione di un centro già pienamente operativo e produttivo. L'aggiudicataria aveva indicato un centro principale e uno alternativo, descrivendone ubicazione, percorsi e tempi di percorrenza. Aveva inoltre prodotto una SCIA presentata al SUAP, un contratto di locazione, la richiesta di registrazione del contratto e il certificato di agibilità con destinazione commerciale. Tali elementi, unitamente alle ulteriori verifiche svolte dal RUP e dal direttore dell'esecuzione, erano stati ritenuti sufficienti a comprovare la disponibilità giuridica e l'idoneità del locale ai fini della valutazione dell'offerta. Le contestazioni successive della ricorrente introducevano un requisito non previsto dalla lex specialis, ossia l'operatività immediata del centro di cottura, e risultavano comunque prive di adeguato riscontro probatorio. Gli esposti e le denunce penali, in quanto atti unilaterali non accompagnati da accertamenti giurisdizionali, non erano sufficienti a dimostrare l'illegittimità dell'attribuzione del punteggio. Sono state quindi respinte anche le domande di inefficacia del contratto, subentro e risarcimento. La ricorrente è stata condannata alle spese, liquidate in complessivi euro 5.000,00, di cui euro 2.500,00 a favore della stazione appaltante ed euro 2.500,00 a favore della controinteressata.

Norme richiamate

  • art. 50, comma 1, lett. e), d.lgs. 36/2023

    Costituisce la base normativa della procedura negoziata utilizzata per l'affidamento del servizio.

  • art. 36 d.lgs. 36/2023

    Il rito super-accelerato presuppone che l'operatore economico abbia conoscenza immediata e completa delle offerte tecniche e delle decisioni di oscuramento; in mancanza, la decorrenza del termine di impugnazione non può essere anticipata rispetto alla conoscenza piena degli atti.

  • art. 120 c.p.a.

    Il termine decadenziale di trenta giorni per l'impugnazione degli atti di gara decorre, quando la conoscenza iniziale sia incompleta, dal momento in cui l'accesso consente la conoscenza piena ed effettiva degli elementi lesivi; nel computo si considera la sospensione feriale dei termini processuali.

  • art. 3 c.p.a.

    Il principio di sinteticità e concisione giustifica la redazione della sentenza in forma semplificata, con rinvio agli atti e documenti di causa per la ricostruzione analitica delle censure.

  • art. 24 Cost.

    Il diritto di difesa impedisce di imporre al concorrente un ricorso al buio quando l'amministrazione non abbia assicurato la conoscenza completa degli atti di gara rilevanti.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti e della dignità delle parti mediante oscuramento dei dati.

Massime di principio

  • Nel rito appalti, il termine di trenta giorni per impugnare gli atti di gara decorre dalla conoscenza piena ed effettiva degli elementi lesivi quando l'amministrazione abbia inizialmente fornito una conoscenza incompleta, poiché il diritto di difesa non consente di imporre un ricorso al buio; il termine deve essere computato tenendo conto della sospensione feriale, quando applicabile.
  • La distinzione tra requisito di partecipazione e requisito di esecuzione deve essere coordinata con il contenuto concreto della lex specialis: è decisivo verificare se la stazione appaltante abbia richiesto espressamente la disponibilità immediata del requisito al momento dell'offerta oppure se lo abbia valorizzato soltanto quale elemento della soluzione organizzativa e criterio di valutazione.
  • Quando la lex specialis attribuisce un punteggio premiale alla prossimità di un centro di cottura, parametrandola a tempi di percorrenza e modalità di calcolo predeterminate, essa può richiedere la rappresentazione verificabile di un assetto organizzativo, senza imporre, salvo espressa previsione, la dimostrazione che il centro sia già pienamente operativo al momento della partecipazione.
  • La stazione appaltante può valutare positivamente la disponibilità organizzativa di un centro di cottura sulla base di elementi documentali coerenti, quali SCIA, titolo di disponibilità dell'immobile, richiesta di registrazione del contratto e certificato di agibilità, purché tali elementi siano idonei a comprovare la disponibilità giuridica e la conformità della struttura ai requisiti richiesti.
  • Non è consentito dedurre in giudizio, per contestare l'attribuzione del punteggio, un requisito più rigoroso di quello stabilito dalla lex specialis; contestazioni fondate su affermazioni assertive, esposti o denunce privi di accertamenti giurisdizionali non dimostrano di per sé l'illegittimità della valutazione amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieProcedura di garaOfferta e valutazioneRito appalti e sorte del contrattoTermini e notificazione del ricorso
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieCriteri di aggiudicazione e punteggi
IstitutiDecadenza e tardivitàOnere della prova e principio dispositivoConcorrenza ed evidenza pubblicaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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