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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21156/2024 del 29/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del 11/09/2023 con cui è stata revocata la detenzione domiciliare. Il Tribunale ha ritenuto venuta meno la prognosi di affidabilità comportamentale per una condotta rilevata il 29/07/2023: un incontro con un soggetto pregiudicato (Taglialatela) nel parcheggio della pizzeria dove il Maisto era autorizzato a lavorare, e un lieve ritardo nel rientro domiciliare. La difesa ha sostenuto che l'incontro fu casuale e consentito dall'autorizzazione al lavoro e che il ritardo fu di pochi minuti, deducendo errore di legge e vizio di motivazione nella valutazione della gravità della condotta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché mirava a una rivalutazione di fatti e valutazioni di merito adeguatamente esaminate dal Tribunale di Sorveglianza. Ha richiamato il principio secondo cui anche una singola condotta può giustificare la revoca della misura alternativa se valutata grave. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare in favore della cassa delle ammende la somma di euro tremila, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la sanzione pecuniaria in caso di ricorso inammissibile; la Corte ha ritenuto sussistente la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e ha comminato la somma di euro 3.000.

  • Cassazione, Sez. I, n. 25640 del 21/05/2013

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui non è necessario attendere il giudicato penale quando si valuta la revoca di una misura alternativa: una singola condotta che appaia grave può determinare la carenza dei presupposti per la prosecuzione della misura.

Massime di principio

  • La revoca di una misura alternativa può essere giustificata anche da una singola condotta, se il giudice di merito ne apprezza la gravità in termini di perdita di affidabilità.
  • La Cassazione non è sede per una rivalutazione del merito o degli elementi di fatto; i ricorsi diretti a rimettere in discussione valutazioni probatorie fattuali sono inammissibili.
  • Incontri con soggetti pregiudicati o ritardi nel rientro, se valutati dal giudice come sintomatici di rischio o inaffidabilità, possono costituire motivo legittimo per la revoca, anche se spiegati come casuali dall'interessato.
  • Per contrastare efficacemente una revoca è necessario produrre prove concrete sull'assenza di gravità o sul carattere realmente accidentale della condotta (testimonianze, video, orari, autorizzazioni scritte), nonché argomentazioni giuridiche che mettano in luce vizi procedurali o motivazionali specifici.
  • Ricorsi inammissibili per motivi non consentiti possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; occorre valutare cautamente la strategia impugnativa quando la questione è eminentemente di fatto.

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