Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 18/08/2022 n. 2542 - Comm. Trib. Reg. per la Calabria

Accertamento - Rettifica dichiarazione - Studi di settore - Onere della prova

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

impugnazione di rettifica/accertamento fiscale fondato sugli studi di settore: l'ufficio ha rilevato evidente discrasia tra i ricavi dichiarati dal contribuente e quelli indicati dallo studio di settore relativo all'attività svolta, e ha determinato il reddito sulla base degli indici ricavabili dallo studio

La decisione

la Corte/Commissione ha ritenuto che, una volta dimostrata dall'ufficio la evidente discrepanza tra i ricavi dichiarati e i parametri dello studio di settore, sorge una presunzione iuris tantum di percezione del reddito determinato secondo gli indici dello studio. La presunzione può essere vinta dal contribuente solo con prova contraria efficace; non fornendo il contribuente prova idonea a confutare la presunzione, il ricorso è stato respinto e l'accertamento confermato

Norme richiamate

  • studi di settore / normativa e prassi dell'Agenzia delle Entrate

    gli studi di settore, se l'ufficio dimostra la evidente discrepanza tra dichiarato e parametri, consentono la formazione di una presunzione iuris tantum a favore dell'accertamento basato sugli indici

  • art. 2697 c.c. (onere della prova)

    applicando il principio dell'onere della prova, una volta instaurata la presunzione iuris tantum dall'ufficio, grava sul contribuente l'onere di provare la veridicità della propria dichiarazione per superare la presunzione

Massime di principio

  • Se l'ufficio accertatore dimostra un'evidente discrepanza tra i ricavi dichiarati e i parametri degli studi di settore, si forma una presunzione iuris tantum a favore dell'accertamento basato sugli indici
  • La presunzione iuris tantum non è definitiva: può essere effettivamente superata dal contribuente mediante prova contraria adeguata (documentazione contabile, prove di anomalie del modello di settore, elementi che giustifichino ricavi inferiori)
  • Una volta operata la presunzione, l'onere probatorio si inverte: spetta al contribuente fornire la prova della correttezza della dichiarazione
  • La qualità e la completezza della documentazione fornita dal contribuente sono decisive: prove generiche o non documentate difficilmente bastano a vincere la presunzione
  • In sede giudiziale il giudice verifica sia la dimostrazione dell'ufficio circa la discrepanza sia l'efficacia delle prove addotte dal contribuente per confutare la presunzione; se le prove del contribuente sono insufficienti, l'accertamento basato sugli studi di settore viene confermato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.