Sentenza n. 4408/2026 - Napoli, Sezione 7
per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, - della Deliberazione della Giunta Comunale di Pomigliano d'Arco n. 117 del 05.05.2026, avente ad oggetto "Istituzione di area pedonale temporanea e ampliamento della fascia oraria delle Zone a Traffico Limitato (ZTL) - periodo 10 maggio 2026 / 12 luglio 2026"; - dell'Ordinanza Dirigenziale del Settore 8 - Comando di Polizia Locale n. 234 del 29.05.2026, avente ad oggetto la modifica della fascia oraria di istituzione dell'area pedonale temporanea nelle giornate di domenica nel periodo dal 31 maggio 2026 al 12 luglio 2026, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.30 alle ore 20.30; - dell'eventuale precedente Ordinanza Dirigenziale n. 200 dell'08.05.2026, espressamente rettificata e sostituita dall'Ordinanza Dirigenziale n. 234/2026, ove e per quanto lesiva; - dei verbali della Consulta Ambientale del 22 maggio 2026 e del 29 maggio 2026, allo stato non conosciuti nella loro integralità, nella parte in cui siano stati posti a fondamento della modifica degli orari, della rotazione delle aree pedonali urbane e della rimodulazione della disciplina originariamente approvata dalla Giunta; - di ogni allegato alla predetta deliberazione, ivi compresa la mappa o grafico richiamata negli atti deliberativi; - dei pareri, degli atti istruttori, preparatori, presupposti, connessi e consequenziali, ivi compresi il parere tecnico, il parere di conformità e l'eventuale parere contabile, ove esistente e validamente formato; - di ogni disposizione della Polizia Locale, atto gestionale, provvedimento attuativo, piano dei varchi, piano della segnaletica, disciplina delle deroghe, comunicazione istituzionale, manifesto, avviso pubblico o ulteriore atto comunque adottato in esecuzione della deliberazione e dell'ordinanza impugnate, anche se allo stato non integralmente conosciuto; - nonché di ogni ulteriore atto presupposto, conseguente o comunque lesivo, con espressa riserva di proporre motivi aggiunti all'esito della piena ostensione documentale;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Deliberazione della Giunta Comunale n. 117 del 5 maggio 2026 e Ordinanza dirigenziale n. 234 del 29 maggio 2026, relative all'istituzione di un'area pedonale temporanea e alla modifica delle fasce orarie delle ZTL
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti, residenti titolari o utilizzatori di accessi carrabili, hanno impugnato la deliberazione della Giunta Comunale che aveva istituito, per il periodo dal 10 maggio al 12 luglio 2026, un'area pedonale temporanea e ampliato le fasce orarie delle ZTL nelle domeniche, nonché l'ordinanza dirigenziale successiva che aveva modificato tali fasce orarie. Sono stati altresì impugnati gli atti presupposti, istruttori, connessi e consequenziali, con riserva di motivi aggiunti dopo l'ostensione documentale. Il testo della sentenza non espone specifici motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
Il TAR ha preso atto che, con deliberazione della Giunta Comunale n. 164 del 25 giugno 2026, il Comune aveva disposto la cessazione anticipata, con decorrenza dal 28 giugno 2026, dell'efficacia dell'area pedonale temporanea istituita con l'ordinanza dirigenziale n. 199 dell'8 maggio 2026 e successive modifiche, ripristinando la precedente disciplina della circolazione e della sosta. I ricorrenti hanno dichiarato che era intervenuta la cessazione della materia del contendere e, comunque, la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito. Il Collegio ha ritenuto che non potessero conseguire alcuna ulteriore utilità dalla prosecuzione del giudizio e ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 60 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
ex art. 60 cod. proc. amm.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, anche in camera di consiglio, quando la causa è matura per la decisione.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso; la sentenza richiama espressamente tale esito, pur senza citare il comma.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione elimina o fa cessare gli effetti dell'atto impugnato e il ricorrente non può conseguire alcuna ulteriore utilità dalla decisione di merito, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
- La cessazione anticipata dell'efficacia di una disciplina amministrativa temporanea, con ripristino della disciplina previgente, può determinare la sopravvenuta carenza di interesse all'annullamento degli atti che avevano istituito o modificato tale disciplina.
- La dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse può essere pronunciata in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., previa interlocuzione con le parti.],
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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