Cassazione Civile, Sentenza n. 27427/2020 del 01/12/2020
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente chiedeva la riliquidazione dell'indennità premio servizio con inclusione del periodo "fuori ruolo" prestato dal 22/11/1971 al 1/9/1974 presso il Comune di Afragola. In appello l'I.N.P.S. aveva eccepito l'omesso versamento dei contributi e la prescrizione decennale degli stessi come ostativo al riconoscimento del diritto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto che l'indennità premio servizio abbia natura previdenziale e che, ai sensi del principio di automaticità delle prestazioni (art. 2116 c.c.), il diritto del lavoratore alla ricognizione di periodi utili non possa essere pregiudicato dall'inadempimento contributivo del datore di lavoro salvo che la legge disponga espressamente la deroga. Di conseguenza la sentenza della Corte d'Appello è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'Appello di Napoli in diversa composizione perché decida conformemente al principio di diritto enunciato.
Norme richiamate
art. 2116 c.c.
Principio di "automaticità" delle prestazioni previdenziali: il diritto del lavoratore alla prestazione sussiste indipendentemente dall'effettivo versamento dei contributi da parte del datore, salvo esplicita disposizione di legge che deroghi a tale principio.
art. 1 L. 152/1968
l'iscrizione obbligatoria all'INADEL (ora INPS, n.d.r.) ai fini del trattamento di previdenza, è estesa al personale non di ruolo impiegato, sanitario e salariato degli enti tenuti ad iscrivere i propri dipendenti di ruolo all'Istituto medesimo a norma delle disposizioni vigenti, purché il personale predetto abbia almeno un anno di servizio continuativo e sia adibito a servizi di carattere permanente che comportino l'obbligo di iscrizione ai fini del trattamento di quiescenza erogato dagli istituti di previdenza amministrati dal Ministero del tesoro
Estende l'obbligo di iscrizione e rende computabili ai fini dell'indennità i periodi fuori ruolo che soddisfano i requisiti di durata e permanenza; combinata con art. 2116 c.c. implica il diritto indipendente dall'effettivo versamento contributivo.
art. 4, co. 2, lett. b) L. 152/1968
Norma di sanatoria postuma (rilevata dalla Corte territoriale ma ritenuta non applicabile al caso specifico, poiché riguarda periodi antecedenti l'entrata in vigore della legge).
art. 11 L. 152/1968
Indica la natura previdenziale della contribuzione a carico dell'ente e del lavoratore; utile a qualificare l'indennità come prestazione previdenziale.
R.D.L. 1827/1935 (art. 5/55)
Richiamato dalla Corte d'Appello per sostenere l'ostatività della prescrizione contributiva, ma la Cassazione ha ritenuto il richiamo erroneo: quella norma concerne altre prestazioni (vecchiaia, invalidità ecc.) e non disciplina l'indennità premio servizio in esame.
R.D.L. 636/1939 (art. 27, co. 2)
il requisito di contribuzione stabilito per il diritto alle prestazioni di vecchiaia, invalidità e superstiti, si intende verificato anche quando i contributi non siano effettivamente versati, ma risultino dovuti nei limiti della prescrizione decennale
Esempio normativo di deroga all'automaticità per specifiche prestazioni previdenziali; la Corte lo evoca per distinguere i casi in cui la legge limita l'automaticità.
Corte Costituzionale, sentenza 5 dicembre 1997, n. 374
Giurisprudenza che ha interpretato l'art. 2116 c.c. come principio generale di garanzia per il lavoratore; la deroga è possibile solo per esplicita disposizione di legge.
artt. 112, 113, 115, 132 c.p.c.
Norme procedurali richiamate nel motivo di cassazione: censurata dalla Corte la valutazione della Corte d'Appello sotto il profilo di interpretazione della legge e difetto di applicazione del principio di diritto.
L. 124/1999
Norma citata nel contesto fattuale (trasferimento nei ruoli A.T.A.); rilevante solo come dato di carriera della ricorrente, non determinante sul principio di diritto qui deciso.
Massime di principio
- Il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali (art. 2116 c.c.) tutela il lavoratore rispetto all'inadempimento contributivo del datore: il diritto alla prestazione sorge se sussistono i requisiti di legge, anche se i contributi non sono stati effettivamente versati, salvo che una norma disponga espressamente la deroga.
- La prescrizione del diritto dell'ente alla riscossione dei contributi non estingue automaticamente il diritto del lavoratore alla prestazione, a meno che una legge specifichi che la prescrizione costituisce ostacolo al riconoscimento della prestazione.
- Per i periodi "fuori ruolo" disciplinati da norme come la L.152/1968 occorre verificare i requisiti temporali e di permanenza (es. almeno un anno e servizio di carattere permanente): se tali requisiti sono soddisfatti, i periodi devono essere computati anche in assenza di versamento, salvo diversa disposizione normativa.
- In casi simili è essenziale produrre e documentare la natura subordinata del rapporto e i requisiti di durata/permanenza del servizio; l'azione giudiziale dovrebbe mirare sia al riconoscimento del diritto previdenziale sia, se del caso, ad azioni risarcitorie o di accertamento contributivo nei confronti del datore.
- Prima di rinunciare a una pretesa per mancato versamento contributivo, verificare se la legge speciale applicabile prevede espressamente limitazioni al principio di automaticità; in mancanza, il lavoratore è normalmente protetto.
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