Sentenza n. 11553/2026 - Roma, Sezione 1
per l'annullamento della deliberazione, adottata nella seduta pomeridiana del 19 febbraio 2025, con la quale il Consiglio Superiore della Magistratura ha nominato a Presidente del Tribunale di Campobasso il dott. Enrico Di Dedda, magistrato di settima valutazione di professionalità, Presidente di Sezione presso il Tribunale di Campobasso, previo conferimento delle funzioni direttive giudicanti di primo grado, nonché di tutti gli atti comunque preordinati, presupposti, conseguenti e connessi ancorché non conosciuti
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR non ha esaminato i motivi di legittimità dedotti, poiché ha rilevato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. L'improcedibilità è stata dichiarata sulla base della dichiarazione in tal senso depositata dalla parte ricorrente il 31 marzo 2026. Le spese di lite sono state compensate tra le parti per la presenza di giusti motivi.
Atto impugnato: deliberazione del Consiglio Superiore della Magistratura di nomina del Presidente del Tribunale di Campobasso, previo conferimento delle funzioni direttive giudicanti di primo grado
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la deliberazione del Consiglio Superiore della Magistratura deducendo, in primo luogo, la violazione e falsa applicazione dell'art. 3 della legge n. 241/1990, nonché l'eccesso di potere per contraddittorietà rispetto a una precedente deliberazione dello stesso CSM del 28 luglio 2016, e la carenza assoluta di istruttoria e motivazione in relazione all'art. 11 del Testo unico sulla dirigenza giudiziaria e alla relativa circolare del CSM. Con il secondo motivo ha dedotto eccesso di potere e violazione dell'art. 12 del d.lgs. n. 160/2006 e dell'art. 2 del Testo unico sulla dirigenza giudiziaria, contestando la legittimità della scelta del candidato nominato.
Norme richiamate
art. 3 l. 241/1990
La norma è stata invocata dal ricorrente in relazione all'obbligo di motivazione della deliberazione impugnata, ma il TAR non ne ha esaminato la fondatezza per la sopravvenuta carenza di interesse.
art. 11 T.U. sulla dirigenza giudiziaria
La norma è stata richiamata dal ricorrente quale parametro per contestare l'istruttoria e la motivazione della nomina, senza esame nel merito da parte del TAR.
art. 12 d.lgs. 160/2006
La disposizione è stata invocata quale parametro di legittimità della scelta relativa alle funzioni direttive giudicanti, ma il motivo non è stato deciso nel merito.
art. 2 T.U. sulla dirigenza giudiziaria
La disposizione è stata indicata dal ricorrente quale parametro violato nella deliberazione di nomina, senza che il TAR procedesse alla relativa valutazione.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse, dichiarata dalla parte ricorrente e risultante dagli atti, comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso, senza necessità di esaminare i motivi di legittimità dedotti contro il provvedimento impugnato.
- In presenza di sopravvenuta carenza di interesse, le spese di lite possono essere compensate quando il giudice ravvisi giusti motivi.
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