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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21657/2022 del 08/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La società ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della CTR Campania che, in riforma della decisione di primo grado, aveva ritenuto legittimo un avviso di accertamento relativo all'anno d'imposta 2010, con rideterminazione del reddito d'impresa per ricavi non contabilizzati. I motivi di ricorso erano tre: 1) si lamentava l'inammissibilità dell'appello erariale per difetto di produzione della ricevuta di spedizione e dell'avviso di ricevimento della notifica eseguita a mezzo posta; 2) si denunciava la nullità della sentenza per violazione del divieto di nova, sostenendo che la CTR avesse esaminato criteri di determinazione della percentuale di ricarico non dedotti tempestivamente dall'Ufficio; 3) si contestava la legittimità dell'accertamento analitico-induttivo, assumendo che l'assenza di scritture contabili attendibili non consentisse quel metodo di rettifica e che l'Ufficio non avesse considerato l'impianto contabile societario.

La decisione

La Corte ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo, osservando che la notifica dell'appello era stata eseguita da messo notificatore con relata attestante la spedizione e che tale attestazione fa fede fino a querela di falso; ha ritenuto infondato il secondo motivo perché la specificazione dei criteri di calcolo della percentuale di ricarico non introduceva un nuovo thema decidendum, ma era solo sviluppo difensivo della pretesa erariale; ha ritenuto infondato il terzo motivo, ribadendo che, in presenza di scritture contabili incomplete, false o inesatte, l'amministrazione può procedere ad accertamento analitico-induttivo usando presunzioni semplici dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. Ha inoltre osservato che la doglianza sull'"impianto contabile societario" era inammissibile perché diretta contro l'atto impugnato e non contro la sentenza, e comunque la CTR aveva esaminato anche alcuni elementi contabili. La ricorrente è stata condannata alle spese e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Richiamato solo per il deposito della memoria da parte della ricorrente.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    È il parametro processuale invocato per denunciare nullità della sentenza e violazioni processuali.

  • artt. 22, primo comma, e 53, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Invocati per sostenere l'inammissibilità dell'appello tributario notificato a mezzo posta; la Corte esclude la violazione perché la relata del messo e l'avviso di ricevimento erano sufficienti.

  • art. 57, d.lgs. n. 546 del 1992

    Invocato per dedurre il divieto di nova; la Corte ritiene che i criteri di ricarico costituiscano mera difesa e non nuova domanda o nuovo fondamento della pretesa.

  • art. 39, primo comma, lett. d), d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    Consente la rettifica analitico-induttiva in presenza di scritture incomplete, inesatte o false, mediante presunzioni semplici.

  • art. 54, secondo comma, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    Richiamato in parallelo all'art. 39 per legittimare l'accertamento analitico-induttivo anche in materia IVA.

  • art. 2697 c.c.

    È richiamato insieme alle norme sulle presunzioni per il riparto dell'onere probatorio nella contestazione dei ricavi non dichiarati.

  • art. 2727 c.c.

    Richiamato quale norma sulle presunzioni semplici utilizzabili dall'Ufficio.

  • art. 2729 c.c.

    Richiamato per affermare che le presunzioni semplici devono essere gravi, precise e concordanti.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    La Corte ne dichiara la sussistenza dei presupposti per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    È il parametro per quantificare l'ulteriore importo del contributo unificato richiamato nel dispositivo.

Massime di principio

  • Nel processo tributario, la relata di notificazione redatta dal messo notificatore fa piena fede fino a querela di falso anche quanto alle formalità della spedizione effettuata tramite servizio postale; l'avviso di ricevimento prodotto in giudizio è sufficiente a evitare la declaratoria di inammissibilità dell'impugnazione.
  • La specificazione dei criteri di calcolo adottati dall'Ufficio per determinare la percentuale di ricarico non integra, di regola, un mutamento del thema decidendum né una nuova pretesa, ma costituisce sviluppo difensivo della stessa contestazione fiscale.
  • In presenza di scritture contabili incomplete, inesatte o inattendibili, l'Amministrazione finanziaria può procedere ad accertamento analitico-induttivo e colmare le lacune contabili con presunzioni semplici, purché aventi i requisiti di gravità, precisione e concordanza.
  • La censura che miri a contestare direttamente il contenuto dell'atto impositivo, anziché la motivazione della sentenza impugnata, è inammissibile in cassazione se non si confronta con la ratio decidendi della decisione di merito.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioNotificazioniProve
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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