Sentenza n. 3735/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza della sentenza n. 857/2025 emessa in data 21 febbraio 2025 dal Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il diritto all'assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, per gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito rispetto alla sentenza n. 857/2025 del Tribunale di Milano, passata in giudicato e notificata all'Amministrazione il 21 febbraio 2025. La pronuncia del giudice ordinario aveva accertato il diritto della docente a usufruire del beneficio economico di euro 500 per ciascuno dei due anni scolastici, mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, condannando il Ministero a provvedere. Il Ministero si è costituito senza contestare la mancata esecuzione della sentenza.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza, rilevando che l'Amministrazione era ancora inadempiente e che la sentenza del Tribunale di Milano era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria, ed era stata notificata al Ministero. Ha ritenuto così integrate le condizioni previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall'art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione. Per l'eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, il quale assumerà le funzioni su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato e dovrà provvedere entro i successivi sessanta giorni, determinando l'importo dovuto e adottando gli atti necessari, direttamente o tramite funzionario delegato. Non è stato riconosciuto alcun compenso al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 800, oltre accessori se dovuti.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
beneficio economico di euro 500 per ciascuno dei suddetti anni scolastici, mediante l’assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente
La disposizione individua il beneficio economico oggetto del diritto riconosciuto dalla sentenza del Tribunale di Milano e da eseguire in sede di ottemperanza.
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
La disposizione costituisce il presupposto processuale per l'azione di ottemperanza relativa all'esecuzione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
La disposizione è richiamata quale ulteriore condizione applicabile all'esecuzione nei confronti dell'Amministrazione di una sentenza passata in giudicato.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l'Amministrazione non esegue una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, notificata all'Amministrazione e recante una condanna a un'attività dovuta.
- In presenza dell'inadempimento dell'Amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esecuzione della sentenza entro un termine determinato e nominare preventivamente un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- Il commissario ad acta può essere individuato in un organo pubblico le cui funzioni istituzionali comprendano l'attività necessaria all'esecuzione; in tal caso, non è dovuto uno specifico compenso per l'incarico.
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