Cassazione Penale, Sentenza n. 39977/2025 del 11/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo delle opere realizzate a beneficio della Pizzeria Melluso in Torre del Greco, contestate come abusive in aree di pertinenza di unità immobiliari altrui. Il difensore ha dedotto violazioni normative (art. 44 DPR 380/2001, artt.157 e ss. c.p., art.321 c.p.p.), carenza o apparente motivazione e prescrizione degli abusi in quanto risalenti nel tempo; ha altresì contestato che l'unico reato non prescritto (occupazione di circa 5 mq. di area demaniale ai sensi di art.633-bis c.p.) avrebbe dovuto comportare un sequestro limitato alla sola area e che il tribunale non avrebbe valutato adeguatamente la necessità del sequestro, dato che l'ultimo abuso risaliva a circa dieci anni prima e l'attività di ristorazione era presente fin dagli anni '90.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha richiamato il principio per cui il ricorso in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali; ha osservato che le censure ripetevano quelle già esaminate nel procedimento di riesame, alle quali il Tribunale aveva dato risposta esaustiva (pagg. 3-5 dell'ordinanza impugnata) motivando l'infondatezza della prescrizione sulla base degli accertamenti investigativi e richiamando il carattere di permanenza dei reati di cui agli artt. 633-639 c.p. Quanto alla possibilità di limitare il sequestro, la Corte ha ritenuto fondata la motivazione del Tribunale secondo cui la limitazione avrebbe potuto aggravare le conseguenze del reato o agevolare la commissione di ulteriori illeciti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
D.P.R. n. 380/2001, art. 44
Norma richiamata per contestare opere edilizie realizzate senza permesso di costruire; il Tribunale ha ritenuto provata l'illiceità delle opere e valida la motivazione in merito
Codice Penale, artt. 633 e 639-bis
Reati relativi all'occupazione di area demaniale e alle conseguenti fattispecie: la Corte ha sottolineato il carattere di reato "permanente", rilevante ai fini della non applicabilità della prescrizione per gli abusi antichi
Codice Penale, artt. 157 e segg. (prescrizione)
Richiamati in relazione alla questione della prescrizione: la Corte ha accettato la motivazione del Tribunale che, dati gli elementi e la natura permanente di alcune fattispecie, ha escluso la prescrizione
Codice di Procedura Penale, art. 321
Articolo richiamato dal ricorrente in ordine alla motivazione: la Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale fosse adeguata e non viziata ai sensi di tale norma
D. Lgs. n. 42/2004, art. 181 comma 1
Norma relativa alla tutela dei beni culturali richiamata fra le imputazioni iniziali; la sentenza conferma che le censure non hanno dimostrato insufficienza della motivazione su tale profilo
Codice Penale, art. 81, comma finale
Riferimento alla concorso di reati/pregressa imputazione: citata nelle imputazioni iniziali; la Corte non ha ritenuto essa determinante per l'accoglimento del ricorso
Codice di Procedura Penale, art. 616
Norma applicata per la condanna alle spese processuali del ricorrente a seguito del rigetto del ricorso
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro preventivo è ammesso prevalentemente per vizio di legge o per vizi motivazionali radicali; riproporre censure già esaminate in sede di riesame senza elementi nuovi difficilmente consente l'accoglimento
- Nei casi di reati di natura permanente (es. occupazione di demanio), la prescrizione potrebbe non operare anche se gli abusi risalgono nel tempo, rendendo legittimo il mantenimento del sequestro
- Il giudice può rifiutare di limitare il sequestro alla sola porzione interessata quando tale limitazione comporterebbe il rischio di aggravare le conseguenze del reato o agevolare ulteriori illeciti; la valutazione deve risultare motivata e può essere sindacata in Cassazione solo per carenza o radicale inadeguatezza della motivazione
- Per ottenere l'annullamento in Cassazione è necessario dimostrare che il tribunale non abbia dato una motivazione minimamente coerente, completa e ragionevole; mere critiche sulla valutazione delle prove o richiami a elementi già valutati sono in genere insufficienti
- Il rigetto del ricorso può comportare la condanna alle spese processuali per il ricorrente ai sensi dell'art. 616 c.p.p., quindi valutare il rapporto costi/benefici prima di proporre impugnazioni infondate
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