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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43408/2022 del 15/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 15/12/2021 che aveva rigettato la richiesta di concessione del beneficio penitenziario dell'affidamento in prova al servizio sociale. Il ricorrente contestava la motivazione del Tribunale, sostenendo che questa non aveva correttamente valutato la sua personalità e il processo rieducativo intrapreso dopo la condanna

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il ricorso non avesse individuato profili giuridici specifici di censura ma chiedesse una rivalutazione dei presupposti di fatto già esaminati dal Tribunale di sorveglianza. Il Collegio ha confermato che il Tribunale aveva motivato in modo congruo il giudizio prognostico negativo, fondato sulla "elevata caratura criminale" del ricorrente (numerosi precedenti tra il 2003 e il 2009, numerosi procedimenti tra il 2009 e il 2012, alcuni pendenti, e la partecipazione a un procedimento per una ramificata associazione per delinquere con altri ventinove soggetti). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali

Norme richiamate

  • legge penitenziaria

    Applicazione dei criteri previsti per la concessione delle misure alternative alla detenzione, con attenzione alla valutazione della personalità e della prognosi del condannato

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 31420 del 05/05/2015 (Incarbone)

    Occorre valutare, oltre alla natura e gravità dei reati, anche le condotte successive alla condanna per accertare elementi positivi utili al giudizio prognostico e alla prevenzione della recidiva

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 10586 dell'08/02/2019 (Catalano)

    Conferma che il vaglio per le misure alternative deve considerare comportamenti anteriori e successivi alla commissione dei reati per formulare un giudizio prognostico

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 33287 dell'11/06/2013 (Pantaleo)

    Sottolinea la necessità di una valutazione complessiva della personalità e del processo di revisione critica dell'istante ai fini dell'affidamento

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 18388 del 20/02/2008 (Cesarini)

    Ulteriore richiamo al principio della valutazione complessiva dei comportamenti nel giudizio prognostico per le misure alternative

Massime di principio

  • Per la concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale è necessario valutare sia la natura e la gravità dei reati sia le condotte successive alla condanna; devono emergere elementi positivi concreti a favore della rieducazione
  • Una lunga serie di precedenti penali, procedimenti pendenti per reati gravi o il coinvolgimento in associazioni criminali costituiscono elementi che, di norma, rendono negativo il giudizio prognostico
  • Il giudizio prognostico della magistratura di sorveglianza è discrezionale e fondato su elementi di fatto: la Cassazione non riesamina i fatti se la motivazione è congrua e coerente con le risultanze
  • In cassazione è necessario individuare specifici vizi giuridici di motivazione o di applicazione della legge; non è sufficiente chiedere una rivalutazione dei fatti già esaminati dal giudice di merito
  • Il richiedente misure alternative deve documentare concretamente il percorso rieducativo (attività lavorativa, partecipazione a programmi trattamentali, certificazioni, assenza di nuovi reati) per contrastare una prognosi negativa
  • La presenza di procedimenti penali ancora pendenti per reati gravi ha forte rilevanza e può giustificare il diniego del beneficio anche se il richiedente sostiene un cambiamento personale

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