Cassazione Penale, Sentenza n. 4175/2022 del 07/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza del 18/11/2020 che aveva respinto la sua istanza di revoca o, in subordine, di sospensione dell'ordine di demolizione emesso con la sentenza n. 844/98 (applicazione della pena ex art. 444 c.p.p.) e dall'ingiunzione a demolire n. 495/1998. Aveva allegato la presentazione di una domanda di condono/sanatoria (con integrazione depositata il 6/07/2017) e la prova dell'oblazione versata, deducendo che il Giudice dell'esecuzione non aveva esaminato compiutamente la documentazione e non aveva svolto l'istruttoria presso l'Ufficio comunale per accertare l'iter, i pareri eventualmente richiesti e i tempi di definizione della procedura amministrativa.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che la ricorrente non abbia assolto l'onere di allegazione richiesto: non sono stati forniti elementi concreti da cui desumere che la procedura di sanatoria potesse concludersi in tempi rapidi o che non esistessero cause ostative al suo accoglimento. Il Giudice dell'esecuzione aveva correttamente valutato gli atti: dai verbali della Polizia Municipale (1995) risultava che l'opera non era ultimata entro il termine del 31/12/1993 stabilito dalla legge per il condono, e il completamento era avvenuto dopo la violazione dei sigilli. Inoltre l'immobile ricade in zona soggetta a vincolo paesistico e mancavano i pareri necessari, con previsione del Comune che il provvedimento di condono potrà essere emanato solo dopo gli esiti dei pareri, senza tempi certi di rilascio. Pertanto non sussisteva una ragionevole prospettiva di rapida definizione della pratica che legittimasse la sospensione o revoca dell'ordine di demolizione. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 444 codice di procedura penale (applicazione della pena)
Riferimento alla sentenza di applicazione della pena con la quale era stato disposto l'ordine di demolizione impugnato
art. 623 c.p.p. comma 1
Richiamato dalla ricorrente in relazione ai rimedi esecutivi avverso gli atti dell'esecuzione; utilizzato come parametro procedurale nella lamentela di mancata istruttoria
art. 627 c.p.p. comma 2
Invocato dalla ricorrente nella contestazione della ordinanza di esecuzione; attinente alle disposizioni sull'esecuzione e sui provvedimenti del giudice dell'esecuzione
art. 31 d.P.R. n. 380/2001
Norma richiamata nel ragionamento della Procura sulla disciplina delle opere abusive e degli effetti del procedimento di sanatoria (condono) sulla demolizione
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principi richiamati)
"costituisce principio consolidato quello secondo cui in tema di reati edilizi ai fini della revoca o sospensione dell'ordine di demolizione delle opere abusive in presenza di una istanza di condono o di sanatoria, il giudice dell'esecuzione investito della questione è tenuto ad una attenta disamina dei possibili esiti e tempi di definizione della procedura..."; "in tema di reati edilizi, non sussiste un onere probatorio a carico del soggetto che invochi in sede esecutiva la sospensione o la revoca dell'ordine di demolizione, ma solo un onere di allegazione"
La Corte applica e richiama l'orientamento consolidato secondo cui il giudice dell'esecuzione deve valutare il prevedibile esito e i tempi della procedura di sanatoria e richiede al ricorrente un onere di allegazione (non probatorio) specifico: indicare fatti ed elementi concreti tali da far ritenere ragionevolmente possibile e veloce la conclusione favorevole della sanatoria
Massime di principio
- La presentazione di una domanda di condono o di sanatoria e il versamento dell'oblazione non sono di per sé sufficiente motivo per ottenere la sospensione o revoca di un ordine di demolizione; il richiedente deve allegare elementi concreti che dimostrino la probabile e rapida conclusione favorevole della pratica amministrativa.
- In esecuzione penale l'onere della parte è di allegazione e non probatorio: bisogna specificare fatti e prove documentali che consentano al giudice di svolgere le verifiche necessarie (es. atti e note dell'ufficio comunale, elenco dei pareri richiesti, tempi stimati per il rilascio).
- Il giudice dell'esecuzione è tenuto a valutare i possibili esiti e i tempi di definizione del procedimento amministrativo; in presenza di vincoli (es. vincolo paesaggistico) o mancata acquisizione dei pareri prescritti la probabilità di un rapido accoglimento della sanatoria è ridotta e ciò ostacola la sospensione dell'esecuzione.
- Documenti ufficiali come verbali di sopralluogo, atti comunali e delibere che attestino lo stato dei luoghi e la mancanza di pareri sono decisivi: se dimostrano che l'opera non era ultimata entro i termini di legge o che il completamento è avvenuto dopo violazioni dei sigilli, la richiesta di sospensione è debole.
- Tempistiche rilevanti: più lungo è il tempo trascorso dalla sentenza di condanna e dall'ingiunzione a demolire senza che la sanatoria si sia conclusa, meno probabile è ottenere la sospensione, salvo che non siano prodotti elementi concreti che giustifichino una prognosi favorevole e rapida.
- Per massimizzare le possibilità di successo in casi simili, il ricorrente deve produrre: a) copia integrale della domanda di sanatoria con date ed estremi; b) documentazione dell'istruttoria comunale (richieste di integrazione, note, verbali di conferenza di servizi); c) attestazioni sullo stato dei pareri richiesti e sui tempi stimabili per il loro rilascio; d) eventuali elementi che escludano cause ostative (es. assenza di vincoli, pareri già favorevoli).
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