Sentenza del 03/03/2023 n. 6375 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio sostenendo la nullità per omessa o apparente motivazione. La controversia riguarda un avviso di accertamento IRES per il 2008 con contestazione di costi relativi a fatture ritenute per operazioni inesistenti (fatture emesse da Cibermedica Srl per complessivi Euro 2.118.000 e una fattura da I AM LUXURY GROUP Srl per Euro 48.000). L'ufficio rilevava tra l'altro la non opponibilità di una scrittura privata priva di data certa, discrepanze tra costi dedotti e pagamenti risultanti, rapporti di partecipazione e la messa in liquidazione della fornitrice. La contribuente aveva prodotto elenco analitico delle prestazioni con dati dei pazienti e dichiarato pagamenti in contanti a copertura di parte delle fatture. L'Agenzia denunciava che la sentenza di appello si era limitata a riaffermare, in termini tautologici, che la documentazione fosse idonea a soddisfare l'onere probatorio senza esporre il ragionamento logico-giuridico che giustificasse la conferma della decisione di primo grado.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia ritenendo fondata la censura di omessa o meramente apparente motivazione. Ha rilevato che la motivazione della C.T.R. era laconicamente per relationem e priva delle argomentazioni che permettessero di verificare il percorso logico-giuridico seguito per confermare il giudice di primo grado. Visto il difetto motivazionale la Corte ha cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Commissione tributaria regionale del Lazio in diversa composizione, demandando anche a quest'ultima di provvedere sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 132 c.p.c.
Richiede una motivazione idonea a consentire il controllo sulla logicità e correttezza del ragionamento giuridico; l'omessa o apparente motivazione può determinare la cassazione della decisione.
art. 118 disp. att. c.p.c.
art. 118 disp. att. c.p.c., comma 1
Richiamato nella denuncia di nullità della sentenza; usato nel contesto delle norme procedurali applicabili ai giudizi tributari.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Norma del processo tributario richiamata in relazione alla impugnazione per nullità della motivazione; colloca la contestazione nella cornice del rito tributario.
art. 360 c.p.c.
art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4
Ground di cassazione per violazione di legge o vizio di motivazione; utilizzato per censurare la decisione di merito priva di adeguata motivazione.
art. 2937 c.c.
Riferimento allo standard probatorio relativo ai documenti che attestano obblighi e alle scritture; richiamato nel contesto dell'onere probatorio del contribuente a dimostrare l'effettività delle operazioni.
Massime di principio
- Il giudice d'appello non può limitarsi a riaffermare in termini generici la decisione di primo grado: se motiva per relationem deve comunque esporre, anche sinteticamente, le ragioni per cui accoglie le argomentazioni del primo giudice.
- La motivazione deve descrivere gli elementi di fatto valutati e il percorso logico-giuridico che conduce alla decisione; la sua carenza è causa di cassazione e rinvio.
- In contestazioni su fatture ritenute per operazioni inesistenti il contribuente deve produrre elementi documentali chiari e, quando necessario, gli originali delle fatture, prove di pagamento e documentazione idonea a collegare le prestazioni (es. elenchi con nominativi e codici fiscali, cartelle cliniche, registri), poiché l'onere probatorio grava su chi deduce costi.
- Le sentenze relative a diverse annualità non vincolano automaticamente per gli anni successivi: hanno valore vincolante solo rispetto agli elementi tendenzialmente permanenti che si estendono a più periodi d'imposta.
- In presenza di rapporti societari e anomalie nei pagamenti o nella compagine (es. partecipazioni, messa in liquidazione della fornitrice) l'amministrazione può ragionevolmente approfondire la realtà delle operazioni; tuttavia l'amministrazione e i giudici devono motivare chiaramente le conclusioni probatorie.
- Se si ritiene viziata la motivazione del giudice d'appello, la rimessione in diversa composizione è una conseguenza possibile: il merito viene deciso nuovamente con esame completo della motivazione.
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