Cassazione Penale, Ordinanza n. 29765/2025 del 27/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano del 17/05/2024, deducendo sostanzialmente una lettura alternativa e riduttiva del fatto. Secondo la difesa, la condotta contestata sarebbe stata espressione meramente reattiva di sentimenti ostili e non integrerebbe vere minacce. Il ricorso, però, si limitava a ribadire censure già formulate in appello, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata, che aveva qualificato le espressioni come minacce serie e intimidatorie, idonee a turbare i militari nell'esercizio delle loro funzioni nel contesto concreto dell'azione in corso.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il motivo fosse meramente reiterativo delle doglianze già respinte in appello e che non si confrontasse con la motivazione congrua della sentenza impugnata, la quale aveva escluso che si trattasse di mera espressione di ostilità, valorizzando invece la concreta serietà e capacità intimidatoria delle minacce. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Cassa delle ammende
In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, oltre alle spese processuali.
Massime di principio
- È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a riproporre censure già disattese in appello senza confrontarsi con la motivazione della decisione impugnata.
- La mera prospettazione di una lettura alternativa e riduttiva del fatto non è sufficiente quando la sentenza di merito abbia già motivatamente qualificato la condotta come minacciosa, valorizzandone serietà, capacità intimidatoria e contesto concreto.
- Quando la motivazione di appello è congrua e specifica, il ricorso che si limiti a manifestare dissenso difensivo, senza evidenziare reali vizi logici o giuridici, è generico e manifestamente infondato.
- La sussistenza del reato di minaccia va apprezzata tenendo conto non solo delle parole pronunciate, ma anche del contesto fattuale, delle concrete evenienze richiamate e dell'idoneità della condotta a intimidire o turbare la vittima nell'esercizio delle sue funzioni.
Come è indicizzato
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