Ordinanza n. 2688/2026 - Roma, Sezione 1T
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del nulla osta e rigetto della domanda di nulla osta al lavoro per mancanza di idoneità alloggiativa
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il provvedimento con cui la Prefettura di Roma ha revocato il nulla osta precedentemente rilasciato e ha rigettato la domanda di nulla osta per mancanza dell'idoneità alloggiativa. La censura è stata esaminata nella fase cautelare con riferimento alla documentazione prodotta per dimostrare la disponibilità di un alloggio idoneo. Dagli atti risultava che la richiesta di certificazione di idoneità alloggiativa era stata soltanto acquisita telematicamente presso l'Ufficio tecnico del Comune di Roma, Municipio VII, ma non era stata ancora presentata, valutata e vistata dall'ufficio competente.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto del fumus boni iuris. In applicazione dell'art. 8-bis del d.P.R. 394/1999, ha ritenuto necessaria la disponibilità di documentazione idonea a comprovare l'effettiva idoneità alloggiativa dell'alloggio indicato. La mera acquisizione telematica della richiesta di certificazione, non ancora esaminata né vistata dall'ufficio tecnico comunale, non equivale al rilascio della certificazione e non dimostra il possesso del requisito richiesto. Non sono stati ravvisati sufficienti profili di fondatezza delle censure nella sommaria valutazione propria della fase cautelare. Le spese di lite sono state compensate per giustificati motivi.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare, respinta dal TAR per l'insufficienza del fumus boni iuris.
art. 8-bis d.P.R. 394/1999
Il datore di lavoro, al momento della richiesta di assunzione di un lavoratore straniero, deve indicare con un’apposita dichiarazione [...] un alloggio fornito di requisiti di abitabilità e idoneità igienico sanitaria, o che rientri nei parametri previsti dal testo unico [...]
La disposizione richiede che, ai fini della procedura per l'assunzione e il soggiorno del lavoratore straniero, sia comprovata la disponibilità di un alloggio dotato dei requisiti prescritti; la sola richiesta telematica della certificazione, non ancora valutata e vistata dall'ufficio competente, non è sufficiente.
Massime di principio
- Nella procedura per il rilascio del nulla osta al lavoro di un cittadino straniero, la disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti di abitabilità e idoneità igienico-sanitaria deve essere comprovata mediante un titolo o una certificazione idonea, non essendo sufficiente la mera presentazione o acquisizione telematica della richiesta di certificazione.
- La domanda cautelare avverso il rigetto del nulla osta non presenta fumus boni iuris quando, al momento dell'adozione del provvedimento, la certificazione di idoneità alloggiativa risulta ancora non presentata, non valutata o non vistata dall'ufficio tecnico competente.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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